Compostaggio a Napoli Est.

Regione, Comune di Napoli e VI municipalità … Sic et sempliciter. Un provvedimento in sordina, che comincia a far rumore. 

Impianto compostaggio – Comune Salerno

Il Governatore De Luca: “Ci sono i soldi,  222 milioni di Euro per realizzare gl’impianti” .

Le tappe. Per una necessaria ricognizione temporale.

2015  –   Linee di Indirizzo programmatiche approvate con la Delibera della Giunta Regionale n. 381 del 07/08/2015, in cui sono fornite indicazioni di massima sui livelli di raccolta differenziata da raggiungere entro il 2019 e sono stimati i fabbisogni di trattamento della frazione organica da raccolta differenziata, di discarica e di incenerimento.

2016  dicembre – In via definitiva la Giunta regionale Campana,   con la  propria Deliberazione n. 685 del 6 dicembre 2016, pubblicata sul B.U.R.C. n. 85 del 12 dicembre 2016,  ha adottato gli atti di aggiornamento del Piano regionale per la gestione dei rifiuti urbani (PRGRU) ai sensi dei commi 2 e 6 dell’art. 15 della Legge regionale 14/2016”, come modificati dalla proposta di emendamento presentato in sede di discussione.

2017 – 18 gennaio  – Ed ecco l’annunzio degli gli impianti di compostaggio. Già il 18 gennaio 2017 un tempestivo Comunicato ANSA titolava “25 impianti compostaggio in Campania . De Luca, a giorni al lavoro per i bandi di gara”

Ne riportiamo il testo integralmente come dal sito . (*1).

(ANSA) – NAPOLI, 18 GEN – “Sono stati individuati i 25 siti dove saranno realizzati gli impianti di compostaggio nella Regione Campania per il trattamento della frazione umida. Dalla prossima settimana iniziamo le riunioni per i bandi di gara con i Comuni che hanno espresso interesse”. Lo ha detto il presidente della Giunta regionale della Campania, Vincenzo De Luca, nel corso di una conferenza stampa. Tra i Comuni c’è anche Napoli che ha indicato, ha detto De Luca, la “zona di Napoli est per l’impianto”.

 “ La Campania ha attualmente un solo impianto di compostaggio, a Salerno. La costruzione dei nuovi impianti – ha aggiunto De Luca –  è importante per l’applicazione del nuovo piano rifiuti della Regione Campania che ha eliminato l’ipotesi di costruire nuovi termovalorizzatori. Dobbiamo lavorare 8-900.000 tonnellate di umido che oggi vengono portate fuori regione a spese dei cittadini”.

Una  notizia che ha avuto ampia risonanza sulla stampa regionale e nazionale.

(*1)http://www.ansa.it/campania/notizie/2017/01/18/25-impianti-compostaggio-in-campania_4e044e89-c2f7-41a7-9117-8a8e3710c85f.html

 Ed a cosa mirino la Giunta e De Luca  lo ricaviamo dal sito regionale.

26.01.2017 – (Riporto testuale)  Le principali priorità sono di seguito sintetizzate:

Il Governatore della Campania – On.le Vincenzo De Luca
  1. Incremento della raccolta differenziata fino al 65% da perseguirsi mediante il ricorso privilegiato a raccolte domiciliari; la promozione di centri di raccolta; l’implementazione di sistemi di incentivazione per gli utenti del servizio; la predisposizione di linee-guida per uniformare le raccolte sul territorio; la formazione e l’informazione degli utenti.
  2. Finanziamento e realizzazione di impianti di trattamento aerobico della frazione organica a servizio di consorzi di Comuni;
  3. Identificazione di aree da riqualificare morfologicamente al fine di realizzare siti di smaltimento della frazione umida tritovagliata a seguito di un processo di adeguata stabilizzazione nel rispetto delle disposizioni fissate nel D.Lgs. 36/2003.

Il documento così prosegue e dettaglia (sempre testualmente): ” L’aggiornamento del PRGRU individua diverse ipotesi di sviluppo del ciclo integrato dei rifiuti urbani per il periodo 2016-2020 definendo in particolare alcuni scenari di gestione (del ciclo dei rifiuti urbani) che si differenziano in base:

  • al tipo di gestione dei rifiuti urbani non differenziati (tipo A – Linee di indirizzo – DGR n. 381/2015, tipo B – Bilanci di materia del PRGRU 2012, tipo C – Utilizzo combinato degli impianti TMB e dell’inceneritore).
  • alle percentuali di raccolta differenziata raggiunte a livello regionale (55% – 60% – 65%).

E conclude: “Sito delle analisi effettuate (la cui metodologia è dettagliatamente descritta nell’Allegato 5 del Rapporto Ambientale ad oggetto “Valutazione degli Scenari”),   lo scenario di Piano prescelto è quello che punta al raggiungimento del 65% di raccolta differenziata entro il 2019 e tratta la gestione dei rifiuti urbani non differenziati in impianti di trattamento meccanico-biologico e TMV.

Qui di seguito gli  allegati di rito e di riferimento (cliccabili) – Gli   Atti del Piano:

(Fonte: dal sito della Regione Campania.   http://www.regione.campania.it/it/tematiche/magazine-ambiente  )

 Da  “Il Mattino” di Napoli  uno  stralcio delle affermazioni di De Luca.

La Campania ha attualmente un solo impianto di compostaggio, a Salerno. La costruzione dei nuovi impianti, ha spiegato De Luca, «è importante per l’applicazione del nuovo piano rifiuti della Regione Campania che ha eliminato l’ipotesi di costruire nuovi termovalorizzatori. Dobbiamo lavorare 8-900.000 tonnellate di umido che oggi vengono portate fuori regione a spese dei cittadini». Il piano prevede la realizzazione del compostaggio anche in alcuni tir già esistenti: Giugliano, Tufino, Santa Maria la Fossa, Battipaglia.

«In alcuni Stir il compostaggio – ha spiegato De Luca – si avvierà già nel 2017. Questa è la concretezza con cui andiamo a trattare con l’Ue». La Regione ha a disposizione 222 milioni di euro per la realizzazione degli impianti per i quali ha aperto a fine 2016 una manifestazione di interesse: gli impianti più grandi saranno finanziati con 24 milioni, i più piccoli con 12 milioni

 Ed arriviamo al succinto, quanto impreciso, annuncio sulla “bacheca telematica ufficiale della VI Municipalità di Napoli” .

Municipalità 6 – Ponticelli, Barra, S. Giovanni a Teduccio – Sedute consiliari del mese di febbraio 2017

Data Ordine del giorno Esito
17/02/2017 ed in seconda convocazione il 20/02/2017 1)Approvazione verbale seduta precedente; 2) Proposta di deliberazione n. 02 del 13/02/2017- S. A.T./ S.A.A. “Ricognizione dei debiti fuori bilancio manifestatisi nei Servizi della Municipalità 6 dal 1° giugno fino al 31 dicembre 2016, giusto quanto disposto dall’atto di indirizzo approvato dalla Giunta Comunale con delibera n. 918 del 04/06/2009.”; 3) Discussione e approvazione O.d.g.: Cambi di residenza parentali in alloggi di E.R.P.;4) Discussione Sito di Compostaggio Napoli Est; 5) Varie ed eventuale

 Un riporto che merita la nostra attenzione e qualche commento.

Sulla individuazione dell’area non ci è dato di sapere quali siano state le analisi, le valutazioni, lo studio,  le  motivazioni che in alto loco ne abbiano portato alla scelta ed alla  determinazione di impiantare a Napoli Est un Sito di compostaggio.

Non ci è dato di sapere quale apporto e quale iter siano stati posti in essere dalla Sesta Municipalità sia per la parte squisitamente tecnica che per quella politica,  non fosse altro in merito all’impatto territoriale dell’istituendo sito.

Ci si chiede se ci sia stata uno specifico approfondimento da parte delle locali “Commissioni” di pertinenza, oltre che da parte della “Conferenza dei Capi-gruppi”.

Né risulterebbe documento di sorta, come si evincerebbe dal riquadro nella parte descrittiva dell’Ordine del Giorno su riportato..

Non è forse materia di grosso interesse e tale da portare a conoscenza partecipativa della numerosissima popolazione del territorio della VI Municipalità?

Attendiamo legittimamente delucidazioni. Siamo pochi a chiederlo?  Può darsi, ma sentiamo la responsabilità di preoccuparci doverosamente anche per quella ampia fascia che non vota e/o che vota … come vota (ad libitum) ed ha, forse, altro da pensare.

Napoli, 14 febbraio 2017 –  Gerardo Nigro

Da WIKIPEDIA una breve informazione sul Compostaggio.

Il compostaggio industriale è l’attività di trasformare la frazione umida dei rifiuti solidi urbani e gli scarti di produzione agricola e industriale biodegradabili in terriccio (o compost) e concime per il commercio, in grandi volumi.

Il trattamento avviene per mezzo di un processo biologico aerobico, che si svolge cioè in presenza di ossigeno, durante il quale le componenti organiche maggiormente biodegradabili subiscono una mineralizzazione.

Il compostaggio permette:

  • la stabilizzazione del rifiuto: nella fase di biossidazione termofila i microrganismi, in presenza di ossigeno, ossidano la sostanza organica attraverso la mineralizzazione della frazione più facilmente fermentescibile.
  • l’igienizzazione del rifiuto: la decomposizione aerobica libera una notevole quantità di energia sotto forma di calore; nella massa di materiale, in fermentazione controllata, le temperature (55-70 °C) distruggono gli agenti patogeni, stabilizzando il prodotto dal punto di vista biologico.

In base alle materie prime impiegate nel compostaggio, si possono distinguere due tipologie di prodottoDecreto Legislativo 29 aprile 2010, n. 75:

  • ammendante compostato verde (scarti lignocellulosici);
  • ammendante compostato misto (varie matrici organiche selezionate).

Più nel dettaglio, i materiali compostabili sono:

  • residui vegetali (paglie, potature, sfalci…)
  • residui di lavorazione agricole (sanse borlande, stocchi, colletti…)
  • sottoprodotti della lavorazione del legno
  • scarti alimentari sia domestici che originati da produzioni agro-industriali
  • scarti organici originati da rifiuti solidi urbani indifferenziati (RSU)
  • deiezioni animali (letami e liquami)
  • fanghi di depurazione

Su base industriale il compostaggio viene utilizzato per la trasformazione in compost di scarti organici, come ad esempio la cosiddetta frazione umida dei rifiuti solidi urbani. Il compostaggio industriale permette un controllo ottimale delle condizioni di processo (umidità, ossigenazione, temperatura, ecc.) e la presenza di eventuali inquinanti nella materia prima (ad esempio residui di metalli pesanti e inerti vari) o microrganismi patogeni per l’agricoltura viene eliminata rispettivamente tramite trattamenti di ulteriore separazione meccanica e trattamenti biologici. Altre biomasse compostabili comunemente sfruttate sono rappresentate dai fanghi di depurazione e dagli scarti della cura e manutenzione delle aree verdi (compost verde). Dati risalenti al 2004 attestano che il 39% del compost prodotto in Italia deriva dall’umido, il 34% dal verde, il 17% da fanghi e il stante 10% da altre biomasse.[1]

 

 

 

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