Dal Consiglio dei Ministri il “no al riciclo”.

Medicine residuate negli armadietti casalinghi campani e destinabili al reimpiego e alla donazione alle persone più bisognose.

Nel  titolo la sintesi di un testo di  Legge approvato alla unanimità  dal Consiglio Regionale della Campania e bloccato in meno di due mesi dal Consiglio dei Ministri  .

Pur interessandoci spesso di farmaci e relativa legislazione,  al nostro senile spulciare ed interesse in materia,  era sfuggito il testo e tutto il decorso della delicata questione in fase regionale, rimasto in sordina.

Il delicato e complesso argomento,  proposto dal gruppo regionale campano del  Movimento 5 Stelle  era tutto nel testo della “  Legge della Regione Campania n.18” ,  approvato alla unanimità dal Consiglio  dell’Ente  e. pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Campania n.29 del 13 aprile 2018.

Ne siamo venuti a conoscenza soltanto oggi 10 giugno 2018 dal sito telematico del  Consiglio di Palazzo Chigi, che se n’è occupato.

Tale Legge  “in materia di recupero e reimpiego dei farmaci inutilizzati  trova  le proprie argomentazioni sul sito telematico del Movimento 5 stelle Campania, da cui, riprendiamo il seguente testo integrale,  approvato all’unanimità in Consiglio regionale della Campania.

https://www.ilblogdellestelle.it/2018/04/un_passo_in_avanti_per_la_sanita_campana.html

  “Siamo partiti circa un anno e mezzo fa raccogliendo le segnalazioni di numerosi cittadini che si erano ritrovati nell’impossibilità di restituire o donare alle strutture sanitarie regionali quei medicinali che per vari motivi non venivano utilizzati. Si pensi, per esempio, ai casi in cui il medico deve cambiare una terapia già prescritta a causa dell’inefficacia di quella somministrata in precedenza piuttosto che per il sopraggiungere di effetti collaterali intervenuti a danno del paziente, o nei casi più estremi per il decesso prematuro dello stesso.

Una serie di circostanze che in assenza della possibilità di recuperare i medicinali, si traducono in uno spreco inaccettabile per un Servizio Sanitario Regionale che in Campania sconta una spesa farmaceutica che da anni colloca la nostra regione ai vertici delle graduatorie nazionali.”

Ed il testo prosegue:

“Con la nostra legge si punta a realizzare una rete regionale di raccolta dei medicinali non utilizzati che una volta reinseriti nel bilancio complessivo regionale ci permettono di non acquistarne di nuovi, realizzando un concreto contenimento della spesa farmaceutica.

Ulteriore finalità della legge è quella di offrire un contributo sensibile nell’ambito del contrasto alla povertà sanitaria. Gli ultimi dati infatti parlano di 225mila famiglie campane che per non mostrare la propria condizione di povertà arrivano a rinunciare alle cure. Condizione inaccettabile in un Paese che ha il diritto alla salute sancito in Costituzione e che con questa legge è possibile fronteggiare strutturando un sistema di riutilizzo dei medicinali recuperati da parte di strutture sanitarie o altri enti operanti in materia di assistenza sanitaria.”

 L’ otto giugno la “Legge regionale campana n. 18”,  come da prassi,   va al vaglio del Consiglio dei Ministri,  su proposta della Ministra  per gli Affari regionali e le autonomie, Senatrice Erika Stefani. 

Nel giro di due mesi, superata la bagarre di formazione, il  nuovo Governo Di Maio-Salvini – Presidenza Conte Giuseppe  è operativo e , nella propria riunione del Consiglio dei Ministri,  ne decide la impugnazione.

Quindi stop alla Legge regionale campana – n.18,  nel merito e nell’applicazione,  “in quanto alcune disposizioni riguardanti il recupero dei medicinali non utilizzati si pongono in contrasto con i principi fondamentali in materia di tutela della salute, in violazione dell’art. 117, terzo comma, della Costituzione e del principio di uguaglianza di cui all’articolo 3 della Costituzione” .

 

(Nella foto: la Senatrice Erika Stefani – Ministra del Governo Conte – 2018)

Fin qui la cronologia dei fatti. E val la pena aggiungere qualche incresciosa considerazione.

Pur nella sua complessa articolazione, il dispositivo legislativo  n.18 proposto  e votato  l’ 11 aprile 2018 dalla Regione Campania, ci  è sembrato piuttosto superficiale  sullo utilizzo di farmaci residuali post cura disponibili presso i pazienti.  E’ evidente che tali farmaci siano fuori dal  rigoroso e necessario controllo di filiera mantenuto fino alla primaria consegna dello stesso al paziente, intestatario proprio ed esclusivo della primaria prescrizione e consegna.

 Un percorso iniziato sin dalla produzione fino alla consegna-somministrazione al  paziente,  effettuato secondo norme tecnico-legislative ormai consolidate e  riconosciute in tutto l’arco percorso.

E’piuttosto evidente che il provvedimento legislativo regionale non  ha preso nella debita considerazione, essenzialmente, la  necessaria garanzia delle condizioni utili alla buona conservazione  dei farmaci, sia nella tenuta domiciliare che in quella della raccolta , che della successiva redistribuzione.  E non è poca cosa, sol che si pensi al rischio per la salute pubblica del malcapitato fruitore di tali farmaci … di risulta.

Fuori farmacia?  Fuori dal consueto ciclo distributivo garantito da leggi e personale professionale qualificato, che lo caratterizza con le vigenti Leggi nel percorso normale ?  Un ciclo di “recupero-utiizzo”  palesemente ricco di pericolose anomalie.

Ci duole presumere che il “Gruppo regionale dei 5 Stelle”  non abbia pensato di consultare qualche farmacista (tecnico specifico del completo ciclo del farmaco – dalla produzione alla distribuzione finale).  Nessun farmacista gravita forse nell’orbita del “Movimento”?

Si ritiene che una tale figura professionale (farmacista) , consultata preventivamente, leggendone il testo,  avrebbe certamente potuto suggerire  la necessità della  complessa esigenza  della “buona ed idonea conservazione dei farmaci da osservare sempre nella   filiera di dispensa  dei farmaci”.  Tanto nel ciclo lineare normale. Figuriamoci per quello di … risulta,  sottratto al “contenitore del disusato destinato alla distruzione.

Economia sì, ma nella razionalità prescrittiva secondo scienza e coscienza,  nel giusto ed appropriato utilizzo,  nella  “scorta” di adeguata copertura terapeutica sotto il periodico ed assiduo controllo medico.

E’ quel che auspichiamo e  crediamo di poter suggerire.

Geratdo Nigro

Nota:  il presente report è pubblicato sui blog dell’autore :

http: www. galeno2000.it

http: www.napoliestinmovimento.it

 

 

 

 

 

 

 

 

Nella foto la Senatrice Erika Stefani – Lega)

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