Elezioni amministrative – Domenica 19 giugno secondo round.

Palazzo San Giacomo - Sede del Comune di Napoli
Palazzo San Giacomo – Sede del Comune di Napoli

Ballottaggio per i Sindaci in 126 città con 8,6 milioni di elettori.

Grandi e medie città alle prese per scegliere fra due finalisti il … migliore sindaco possibile.

E non solo i “clan elettorali” delle coppie di finalisti in lizza, ma anche molti elettori, si sono avventurati a scoprire come si sarebbe ri-orientato il voto di quanti al primo turno hanno preferito  candidati ormai esclusi.

Altro arrovellamento  di pensiero capire come e quanti dell’ esercito dei non votanti al primo turno potessero domenica decidersi a dare il loro voto attivo al ballottaggio e con quale orientamento di scelta.

Dibattiti televisivi, interventi solitari ed interviste di candidati finalisti, incontri in parallelo o in diretta contemporanea han tenuto banco sugli schermi casalinghi.

Obiettivo: convincere al voto di ballottaggio in favore dell’intervistato. E non sono mancati “colpi bassi” tra avversari di turno.

Ovviamente “candidati – star” delle maggiori città italiane hanno tenuto banco e fatta maggiore “audience.

E qui di seguito diamo un rapido sintetico cenno ai “protagonisti” in ballottaggio,  che, per ovvie caratterizzazioni politiche e ambientali, hanno avuto maggiore risonanza.

A Torino in ballottaggio la coppia  Piero Fassino (Sindaco uscente del PD) e Chiara  Appendino   (sfidante neofita del Movimento 5 Stelle).

Per Fassino, politico datato e noto, la sfida è  programmatica tra “grandi opere”, “trasformazioni urbanistiche ed investimenti industriali con promessa di migliaia di nuovi posti di lavoro”. Tanto seguendo un filone già in corso.

Per la candidata “5 stelle” Appendino (bocconiana con esperienza di uscente “Consigliera comunale di opposizione”) facile ridimensionamento del già fatto e sperimentato dal Sindaco uscente. La via da seguire è invece quella di una organica ed articolata “riqualificazione urbana con particolare attenzione alle zone periferiche” , la  predisposizione di un “fondo di 5 milioni per aiutare l’inserimento dei giovani nelle Pmi” , unarimodulazione  funzionale di Uffici e Servizi, finalizzati alla predisposizione di   una cabina di regia unica anti-burocrazia che possa facilitare   l’insediamento di imprese”.

A Milano il “fair play” iniziale tra Giuseppe Scala (uscente – PD)  e Stefano Parisi (PDL) ha lasciato il campo a scaramucce anche vivaci. E la stura l‘ha causata la complessa tematica sul terrorismo islamico e sulla sicurezza. Nonché esigenze di differenziazione di linee politiche, dettate dal potenziale recupero del “voto moderato”  in vista di una possibile ricompattazione del Centro-Destra,  che desse spunto ad un “Laboratorio Milano” tale da far rinascere un blocco di berlusconiana memoria.

A Bologna  si contrappongono  Virginio Merola (Sindaco uscente PD) e  Lucia Borgonzoni (Lega) .

Merola chiede la conferma del secondo mandato per  completare il lavoro di cambiamento già in atto. A dire il vero “il già fatto” non si evince dalla sua “presentazione” elettorale. E dal sintetico “programma 2016-2021”  riportiamo: “Dalla parte di Bologna significa fare cose di sinistra, orgogliosamente di sinistra. Abbiamo mantenuto i servizi sociali anche durante cinque anni di crisi profonda, azzerato le liste d’attesa nelle scuole di infanzia. Basta privilegi e auto blu. Abbiamo recuperato 88 milioni di euro dalla evasione fiscale. Più mobilità sostenibile, più raccolta differenziata. Dalla parte di Bologna significa più cultura, per tutte e tutti. E infatti abbiamo più turisti. Dal 2011 a oggi ci siamo liberati dell’eredità del passato: ora abbiamo un bilancio in ordine, abbiamo le risorse economiche per nuovi investimenti che rivolgeremo ai più deboli. Perché siamo dalla parte di Bologna.   (http://www.virginiomerola.it/)

Borgonzoni propugna linea ferma “contro chi non rispetta le norme”. La leghista ha anche opposte posizioni (strategica per Merola, inutile per la Borgonzoni)  sulla monorotaia veloce People Mover.  Progetto  riguardante  cantieri di costruzione datati 3 novembre 2015 , relativi ai lavori per la realizzazione del sistema di collegamento veloce tra la stazione centrale e l’aeroporto “G. Marconi” di Bologna. Un’opera che dovrebbe avvenire appunto con la “Navetta Marconi Express”,  “che su monorotaia collegherà, in circa 7 minuti e mezzo di viaggio, il centro città e l’aeroporto, effettuando un’unica fermata intermedia presso Bertalia-Lazzaretto, la grande area in corso di riqualificazione destinata ad ospitare un nuovo insediamento abitativo e universitario.

 A livello tecnico il People Mover è un sistema di trasporto di massa a guida vincolata, ad alimentazione elettrica, totalmente automatico, ossia senza conducente, dotato di porte di banchina a protezione dei passeggeri.    http://www.marconiexpress.it/il-people-mover

A Roma, dopo le  sconvolgenti disavventure avvenute al Campidoglio,  oggetto di inchieste e provvedimenti della Magistratura, si prova a cambiare registro.

Al ballottaggio sono andati Virginia Raggi (Movimento 5 stelle) e  Roberto Giachetti (PD).

Non sarà facile, chiunque vinca , gestire un Comune vasto e complesso come Roma, per giunta con un debito-mostro originariamente di 22 miliardi, sia pure ridotto a 13 miliardi dal Commissario Tronca, che, ovviamente ha ridotto all’osso la spesa corrente.

I due antagonisti romani sembrano concordi sul punto che quel debito vada rinegoziato per le condizioni favorevoli dei tassi sul mercato intorno all’ 1 – 1,50% , facilitati da un eventuale prestito concesso dal Tesoro (Effetto: risparmio di 200.300 milioni all’anno).

Su altre tematiche, schermaglie per differenti punti di vista e rimedi. E la politica si nutre di tali contrasti, in specie in periodo di vere e proprie battaglie elettorali. E non è sempre facile per l’elettore meno provveduto orientarsi sul da farsi.

Disaccordo resta sulle probabili Olimpiadi, di là da venire.

Si, di Giachetti.  No di Raggi,  che ritiene altre le priorità immediate ed urgenti per i cittadini romani. E come darle torto, se le necessità sono:  maggiori corse ed efficienza dei trasporti pubblici, asili accoglienti e funzionali , decoro urbano tutto da curare, incremento e più razionale sistema di raccolta , smaltimento e riciclaggio dei vari rifiuti urbani ,  commerciali e industriali,  sicurezza ambientale.   Anche credibile per la candidata “grillina”  è la posizione di intransigenza sul piano della estromissione di ogni forma di corruzione e mal costume dall’apparato amministrativo comunale.

A Napoli  un vero e proprio scontro tra l’uscente Sindaco Luigi De Magistris (Civica DemA e altre) e Gianni Lettieri  (F.I. e altri).

La contrapposizione  tra i due concorrenti al ballottaggio è di vecchia data. Già si contrapposero nel ballottaggio del 2011, sia pure in capovolto risultato provvisorio. Allora ci fu il capovolgimento delle risultanze e fu eletto sindaco l’ex Magistrato De Magistris, che si avvalse del voto di protesta al sistema partitico, di cui Lettieri era praticamente un rappresentante.

Nella presente occasione il responso del primo turno ha segnato indubbiamente ancora una sconfitta sonante per le pesanti formazioni partitiche anche di sinistra.

Poco ha rappresentato su Napoli (Centro e periferie)  il voto ai “cinque stelle” : 38.863 voti pari ad un 9,64%  con una perdita di oltre il 15% rispetto alle regionali.  In ambienti vicini e di attenta valutazione di risultanze elettorali si è ritenuto che l’organizzazione preparatoria della “Lista dei candidati al Consiglio comunale“, della scelta del candidato Sindaco, nonché delle candidature trainanti nelle  abbinate elezioni delle Municipalità non siano state adeguatamente assortite con quanto di meglio rappresentasse il Movimento in loco. Ma tant’è  ed è finito, pur onorevolmente da solo e senza apparentamenti di sorta, in coda con altri “blasonati raggruppamenti partitici di vecchio lignaggio”.

E ritorniamo ai legittimi finalisti :  De Magistris con un netto consistente tesoretto di  172.710  voti,  pari ad un  42,82 % e  Lettieri  con un ragguardevole bottino di 96.961 voti pari ad un 24,04%.

Una campagna elettorale svolta autonomamente da ciascuno con un fardello di “liste apparentate” , diversamente variegate e di riferimenti  (libere o già facenti parte della maggioranza precedente, quelle di De Masistris) (più politicizzate a di partiti storici, ma anche di categoria, quelle di Lettieri) .

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De Magistris ha chiesto di continuare nell’opera di cura della città già intrapresa, fuori da schematismi di lottizzazioni e intrallazzi.

Lettieri ha vaLettieri Gianninews52237ntato un suo programma articolato di previsioni di sviluppo ed interventi sull’intera città.

Per la verità si sono visti solo manifesti e tabelloni pubblicitari enormi. Agli elettori non è arrivato granché dei programmi, ma solo sollecitazioni al voto dai vari  candidati delle varie liste, spesso in contrapposizione interna.

Sono entrambi ai nastri di partenza. Ieri sera hanno tenuto le loro  manifestazioni di chiusura, come aggrada a molti napoletani, con concerti di musica e canzoni per feste di chiusura sia per Lettieri in piazza Mercato che per De Magistris in Piazza Dante.

Per De Magstris e Lettieri , oggi venerdì 17, ultimo giorno per contendenti la poltrona di Sindaco,   per gli ultimi contatti a volo con gli elettori: un rush finale e domani silenzio di riflessione.

 amministrative-elezioni[1]Domenica dalle 7 alle 23 si vota.  Tutti i cittadini elettori alle prese con la scheda: tutto molto più semplice, due riquadri e solo due nomi, di cui uno da “ ix-are”.  Poi lo spoglio e speriamo che gli addetti dei Seggi siano più diligenti sul trattamento dei dati, dei risultati, dei verbali e quant’alyto.

Siamo – pare – tutt’ora in alto mare con i plichi del primo turno. 

Una indiscrezione, ma non troppo…: Dopo la chiusura delle urne, il sindaco uscente attenderà i risultati presso l’Hotel Mediterraneo di Napoli, mentre il candidato civico sostenuto dal centrodestra potrebbe attendere inizialmente l’esito del ballottaggio in famiglia, come avvenuto in occasione del primo turno, per poi recarsi al suo comitato elettorale in Piazza Bovio.

 Napoli, 17 giugno 2016 –    Gerardo Nigro

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