Elezioni politiche 2018

Elezioni alla porta .

Schegge infuocate di campagna elettorale:  come meteore elettroniche  si dissolvono negli schermi televisivi casalinghi.

Argomentazioni sconclusionate e fraudolente che non incantano i cittadini ancora pensanti, ma che attecchiscono su sprovveduti ed infatuati.

 La  TV con i tanti canali  nazionali  disponibili la fa da padrona, in ossequio riverente alla pubblica informazione. E si conferma la più interessante platea per le piroette pseudo – politiche del momento.

Le varie emittenti “governative” e “private” , spesso sovrapponendosi negli orari di maggiore audience con frenesia esibizionista, offrono il proprio “salottino bene” agli ospiti di turno, scelti con accurata quanto interessata scelta. E tutto in omaggio ad un  apparente quanto studiato criterio paritario per tutte le “squadre” contendenti. Poco importa la colorazione degli “Schieramenti”  centro-destrossi o centro-sinistrossi  o delle  “Liste singole” moderate, centriste, destrosse, sinistrosse, rivoluzionarie, rinnovatrici. Conta in particolare che l’ospite sia di “rango” ed utile allo scopo recondito, ma non troppo, del gestore televisivo.

Insomma “salottini” più o meno pacati, con anfitrioni affermati accompagnati da solida “spalla” (spesso giornalisti ben informati del variegato mondo della informazione asettica o più o meno di parte), pronti a conniventi od ostili diatribe pseudo-politiche con “ospiti”più o meno noti del firmamento politico e/o sociale, culturale, economico  nazionale,  a vario titolo impegnati nella presente tenzone.

Ospiti politici a preferenza candidati “capi”, “capi-popolo” o “capi-correnti” preferibilmente fantasiosi e “sparatori a zero gradi” su presunte e/o ingigantite indimostrate negligenze o incapacità degli opposti aspiranti alla conquista dei seggi senatoriali o della Camera dei Deputati.

Ospiti giornalisti: generalmente noti di testate tra le più note e legate (palesemente o presumibilmente) ad ambienti prossimi a parti politiche. A volte a fianco del “Giornalista conduttore” c’è l’ ospite tecnico, pronto a mettere in difficoltà o a mallevare l’ospite politico di turno.

A tutt’oggi il ventaglio dei “servizi televisivi politici”  non è apparso interessante nella  utenza  caratterizzata da una formazione culturale e politica permeata dall’ etica socio-filosofica post-hegeliana, pur nelle diverse caratterizzazioni prodottesi nei due secoli decorsi.

Se qualche merito forzosamente si possa ascrivere a tali trasmissioni televisive è quello di aver messo in luce la pochezza di diversi “pseudo-politici” ed il dovizioso susseguirsi di una devastante disinformazione di dubbio e/o di pessimo gusto. Utilità? Paradossalmente quella di rafforzare nello ascoltatore acculturato ed eticamente dotato la convinzione di pochezze intellettuali in libertà di diffamazione e di disinformazione con l’uso aggressivo denigrante di persone ed ambienti politici avversi o non vicini a quelli dei gestori del salottino di turno. Quanto meno tanto pessimo gusto.

E non è una considerazione personale risultante.

Già, perché in questi tre giorni ultimi, trattenendomi per strada … nell’ area periferica di Napoli, nei paraggi di casa, mi sono soffermato a parlarne con casuali concittadini di mia longeva e professionale conoscenza, incrociati sul mio percorso, le convenzionali parole d’incontro e di saluto si sono – sia pur brevemente –  incrementate di alcuni pensieri e considerazioni sul momento politico ed elettorale.

A ricordo e memoria in tutto una quarantina di persone: concittadini di consolidata conoscenza di diversi strati sociali: professionisti, operai,  anziane casalinghe, pensionati,  studenti 18-22 anni , di ambo i sessi … Insomma di varia estrazione culturale e di età. Un campione esiguo, ma pur sempre reale.  La circostanza elettorale ha fatto scivolare il rapido colloquiare naturalmente sulle elezioni e sulla “Ti-V” .

Univoco in loro il senso di svilente offesa gratuita alla intelligenza degli ascoltatori. Univoca la subdola volontà di mettere in cattiva luce ben determinati ambienti politici avversi ai “governativi” con affermazioni basate su illazioni o indimostrati abusi di ben determinate forze politiche affacciatesi preponderanti  sullo scenario politico.

Rebus sic stantibus .

 

 

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