In vista delle prossime amministrative del 2016.

Foto – Il Polifunzionale di Piazza Bisignano: un fiore all’occhiello della “Fu-Circoscrizione” nello stato attuale. Uno scempio impunito? Un terremoto avrebbe fatto minor danno.(foto Dino Orgin)
Foto – Il Polifunzionale di Piazza Bisignano: un fiore all’occhiello della “Fu-Circoscrizione” nello stato attuale. Uno scempio impunito? Un terremoto avrebbe fatto minor danno.(Foto Dino Orgin)

A “Napoli est” la nostra ricognizione territoriale  sul prossimo voto amministrativo  Metropolitano e di Municipalità.

Riprendiamo il nostro percorso politico-ricognitivo sulla nostra periferia.

Il clima elettorale amministrativo sembra non essere ancora entrato in carburazione effervescente, trovando invece un ambiente ancora rattrappito nella torpida inerzia gestionale della “cosa pubblica”.  Una gestione appena sfiorata sul contingente ordinario,  per altro caratterizzato da forte limitazione che l’ha  circoscritta  in una pesante situazione di stallo.

Negatività e neutralità indifferenti tante. Positività … nel limitato campo dell’ordinario. E nel “positivo” non va ignorata la partecipazione sostitutiva  ad opera della cittadinanza attiva. Già,  quella parte  più responsabilmente attiva dell’ Area orientale di Napoli,  presente a Barra, a San Giovanni a Teduccio e nei rioni di Ponticelli.  Cittadini comuni che estemporaneamente si sostituiscono alle Istituzioni per recuperare parti di territorio o per intervenire in volontarie riattivazioni  funzionali o estetiche.  Iniziative, certamente, anche con intento stimolativo a scatti di orgoglio su altri concittadini,  per un possibile recupero mirato ad una ripresa collettiva del territorio globalmente inteso.

Già, perché la periferia va inquadrata in una ottica che non prescinda la propria interconnessione alla “centralità”. Centralità che comprende l’ampio panorama delle problematiche socio-culturali-economiche-ambientali-storiche del’intero agglomerato civico cittadino e metropolitano.  Tutte strettamente connaturate quindi al corpo globale  “Città di Napoli”  ed alle propaggini nel corpo “Nazione”.

Bando quindi ad incomprensioni e non condivisioni, a dirigenze e direttive di comparto, ancora peggio a isterismi politichesi dettati da voglia di protagonismo e controllo personale di “orticelli” .

Perseguire  o rincorrere il  “bene particulare”  è un fenomeno diffuso di scarsa lungimiranza non solo politica, ma anche nella realizzazione  di progetti  a lungo raggio strettamente personali ed egoistici.  Ben presto il “piccolo piacere personale” mostra il fianco alla insoddisfazione per la impossibilità a trovare quella collocazione solida da durare a lungo con ampia copertura soddisfacente bisogni ed aspirazioni corpose.

I tempi della “politica da periferia”

In questi giorni ci si lascia distrarre da futili diversivi, atti a tenerci in una specie di limbo dell’inconscio. La danza dei sondaggi sui “personaggi” di maggiore visibilità tiene banco e crea atmosfere fantasiose. Ci si dimentica che i sondaggi  trovano ampie sconfessioni al momento delle risultanze del voto. Ma, tutto sommato, servono al sistema distrattivo o illusorio, a scelta, e di tentativo persuasivo sulla consistente bontà dei “personaggi” o dei rispettivi “marchi politici” .

Il fatto sostanziale è invece il perdurare delle periferie , ormai da anni, in un sistema dal tessuto cittadino in condizione di palese degrado, abbandono, disfacimento etico e culturalmente amorfo.  Fatte salve individualità anche pregevoli esistenti. E in tale degrado territoriale  si sviliscono opere e strutture meritorie, realizzate, a volte avviate a funzione, e sconsideratamente lasciate deperire. Incuria,  abbandono di funzione,  soppressione di ufficio, mai messa in funzione la destinazione prestabilita. E in tale marasma si continua a vivere.  E ci sono aree di territorio dalle condizioni invivibili  di una drammacità  esasperante e sotto gli occhi di tutti. Qui ci limitiamo ad evidenziare solo alcuni esempi di incresciose ma precise e circostanziabili  problematiche  di lassismo e di negligente gestione:  il “Polifunzionale” di Piazzetta Bisignano a Barra, la “Cassa armonica” di via Ciccarelli, il  “Parco Teodosia”  a Pazzigno-San Giovanni a Teduccio,  “Parco Fratelli De Filippo” a Ponticelli,  “Parco del Forte di Vigliena” . Tutte opere di un interessante valore polivalente abbandonati alla … malora, mentre colpe e colpevoli di tanto danno rimangono ignoti e “ impuniti” ignominiosamente .

Atro che efficienza di servizio, altro che diligente utilizzo di strutture, altro che adeguato godimento di opere per il cittadino.

Ma tant’è. E nell’assopito clima pre-elettorale, siamo in attesa che parta la solita musica dei soliti proclami, dei soliti fantasiosi faraonici programmi per la Città, per il lavoro, per l’ordine, per la sicurezza,  per i servizi socio-assistenziali, per il verde, per il territorio, per l’aria, per la scuola, per il godimento del mare e della spiaggia, per la salute, per l’assistenza all’anziano,  e quant’altro.    Ed entreranno in moto sospetti di clientelismo elettorale.

Vogliamo essere ottimisti e sperare in un corretto utilizzo del voto a beneficio dell’intero “popolo sovrano” .

Popolo sovrano cercasi.

Sarà la volta nuova? Le così dette “Forze politiche” sono già alla ricerca di centinaia di cittadini locali. In ogni Municipalità, in ogni Quartiere c’è da reclutare e mettere in lista candidati per le elezioni della Municipalità.  Sono in ballo interessi del potere trainante che ciascuna lista locale ha verso le corrispondenti liste cittadine per il Comune di Napoli.  Non mancheranno   mobilitazione di famiglie intere, di amici e parenti e conoscenti per un voto locale che avrà comunque valenza anche più generale.

Auspichiamo uno scatto di orgoglio  che possa scuotere  molti concittadini verso un voto a candidati capaci di un sostanziale cambio di rotta nella gestione della cosa pubblica. Una gestione  che rispetti il “bene comune” per tutti i cittadini, caratterizzata da onestà di scelta e oculatezza di programmazione e di gestione.

Che il voto sia quindi verso candidati che siano conoscitori di problematiche cittadine, che ne sappiano programmare e gestire le giuste soluzioni, anche in rapporto alle provvidenze disponibili o da fermamente richiedere.

Popolo sovrano sia. Noi ce la metteremo tutta. E voi?

Napoli, 14 04 2016 –  Gerardo Nigro

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