Dopo le elezioni politiche

 Il punto … e gli approcci tra vincitori e vinti per dare un Governo alla Nazione. Tempi lunghi o necessariamente brevi?

Siamo stati in “religioso silenzio elettorale” ben oltre  le ore 24 di venerdì 2 marzo 2018, a tutt’oggi 12 aprile 2018, contrassegnato dalla “comica politica” posta in essere da Silvio Berlusconi alla uscita della delegazione del “Centro destra … unito” dal Quirinale. Una scena,  semiseria quanto si voglia, ma palese berlusconiana auto-diagnosi di senile e scarsa connessione sinapsica, segno di decaduta lucidità e furbizia utilitaristica politiche a cui il capo storico del centro-destra (Forza Italia) ci aveva abituati per oltre un ventennio. Insomma una ulteriore evidente deleteria situazione in un momento di necessità di proficua proposta politica.

Sì, ci riferiamo alla invasiva dichiarazione di Berlusconi, alla uscita dalle stanze  presidenziali del Quirinale,  del 12 aprile , anno corrente, dopo il “secondo raund” della tele-novella “Incontri ravvicinati della politica italiana per la costituzione del nuovo Governo.

Ma val la pena rivisitare in retrospettiva il percorso della Politica già dall’indomani dei risultati elettorali del 4 marzo c.a.

  • Un excursus di 38 giorni. Lo ripercorriamo, con l’orecchio teso ai report televisivi sul tema e l’occhio alla tastiera del nostro computer.

 Proviamo ad andare con la mente, a sprazzi, sugli accadimenti della Politica, che si sono susseguiti in questo lasso di tempo, come in un vortice in un imbuto a tronco conico di deflusso dal diametro sempre più piccolo.

E a tutt’oggi il “panta rei” , il  “tutto scorre”  della politica nazionale nostrana, priva di quella fantasia estrosa, innovativa e costruttiva di cui avrebbe bisogno, si ripropone pedissequamente ripetitiva con il solito  “collaudato(si fa per dire) “schema post elettorale,  nelle dorate stanze di Montecitorio, di Palazzo Madama e del Quirinale.

Nel mentre: la “quarantena”  (abbondante) appena trascorsa e sofferta.

Gravosa e preoccupante per il “popolo negletto”, quello più diligente, operoso, ossequioso e speranzoso,  che dall’esercizio del voto espresso, generalmente guidato dalla propria riflessione “in scienza e coscienza”  quel non lontano 4 marzo 2018, attende la soluzione al proprio vivere quotidiano, ormai intollerabile.

Sorge un dubbio, un interrogativo: “Che l’esercizio del voto  sia un residuale segnale di umana debolezza, di civica inconsistenza, di inefficace istituto ormai <<rituale votivo >> di una superata e decadente pseudofilosofia di politica partecipativa popolare?   

Già, perché la terapia d’urto riposta nel voto,  per la congenita caratterizzazione del   “placebo Rosatellum” , come  formulato  con l’ultima legge elettorale (Legge n.165 del 3 novembre 2017 ideata dal “Piddino” Ettore Rosato ed avallata da diversi sostenitori)  aveva mostrato la propria  congenita precarietà,  nel bene (molto poco, quasi niente) e nel male (le tante disavventure negli incontri – scontri avvenuti nelle vicende del  post elezioni alla Camera, al Senato).  Immancabilmente e facilmente prevedibile ai comuni Cittadini più attenti e riflessivi  quanto danno avesse (come in concreto ha)  determinato lo stallo scontroso ed irritante  delle scaramucce furbesche nel deleterio dinamismo dei pretendenti al trono … cioè allo scanno di “Presidente del Consiglio” .  Uno stallo decisamente antitetico allo auspicabile dinamismo nella proposta politica, utile all’italico  popolo.

E  che dire dei seri grattacapi per il Presidente della Repubblica, il pacato e riflessivo Sergio Mazzarella, cui compete il gravoso compito di salvarne il salvabile. E tutto in un contesto socio-economico lavorativo, occupazionale, territoriale nazionale al collasso e per giunta in un  imprevedibile quanto  irrazionale  allarme internazionale conseguente a deleteri quanto deprecabili interessi guerrafondai.

E riprendiamo il nostro report dai nostri ricordi,  sia pure a sprazzi, a seguire da quello pubblicato  il 2 marzo u.s.  

Dal nostro “osservatorio” sulle votazioni  del 4 marzo 2018

Domenica 4 marzo 2018, giorno delle elezioni politiche italiane.  E’ ormai trascorso oltre un mese:  ad oggi, 12 aprile –tarda serata – siamo  ormai  a  39  giorni  dopo le elezioni politiche.

E che risultati! Sorprese? Non per noi che da decenni, dal nostro osservatorio, fra la gente  in contatto quotidiano, avevamo notato  cambiamenti di umore, di  “nuovi amori”, di ricerca responsabile di possibili candidati credibili da poter votare. Che dire poi del  pur lieve decremento della riluttanza o della risolta idiosincrasia  al voto?

E quindi le risultanze nello spoglio delle schede e dopo le complesse verifiche  delle operazioni connesse  alle votazioni.

Arriviamo alla proclamazione ed alla convocazione dei Deputati e Senatori,  eletti per  Montecitorio  (Sede della Camera dei Deputati) e Palazzo  Madama  (Sede del Senato).

E poi l’apertura di Camera e Senato per l’accreditamento degli eletti, la foto per l’archivio, la prima seduta con la formalizzazione dei Gruppi.  E qui finalmente la costatazione tangibile e la connessa riflessione sulla rivoluzionata geografia partitica -politica.  Tante le facce nuove ed un forte ringiovanimento, ma anche ancora tanti della “vecchia ?” politica.  “Gruppi” sostanziosi , gruppi di media consistenza e ancora tanti  “Gruppuscoli” di poche unità. Sia alla Camera che al Senato, in barba al “Rosatellum”.

Nei due consessi si procede alle ufficializzazioni dei Gruppi e dei rispettivi  “Capigruppo”.

La Macchina dello Stato è ormai partita.

E siamo al 24 marzo 2018: prime sedute assembleari della nuova legislatura (la XVIII)  e quindi la elezioni dei Presidenti dei due Rami del Parlamento: Camera e Senato.

Dal nostro “osservatorio” sulla Camera -24 marzo 2018

On. Roberto Fico – Presidente della Camera

Roberto Fico.  Un napoletano del “Movimento 5 stelle” Presidente della Camera

Due campani “Segretari”:  Vincenzo Spadafora (Afragola- NA) e Carlo Sibilia (Avellino).

Diversi i Deputati Campani negli scranni di Montecitorio . Diversi i confermati e tanti nuovi arrivati.

Camera dei Deputati – Prima seduta della diciottesima legislatura, presieduta dall’On. Roberto Giacchetti.  Al quarto scrutinio con 422 voti l’On.le Roberto Fico (M5S)  viene eletto Presidente della Camera.

(Nota:   http://webtv.camera.it/evento/12567  – Discorso di insediamento del Presidente Fico – Prima seduta della XVIII Legislatura ).

 Cinque giorni dopo,  giovedì 29 marzo 2018, la Camera elegge i componenti del’Ufficio di Presidenza,  composto da quattro Vicepresidenti : Maria Rosaria Carfagna (Forza Italia), Lorenzo Fontana (Lega S.), Maria Edera Spadoni (M5S) ed Ettore Rosato (PD);  tre Questori: Riccardo Fraccaro (M5S), Gregorio  Fontana (Forza Italia) ed Edmondo Cirielli (Fratelli d’Italia) e nove Segretari: Francesco Scoma (Forza Italia), Silvana Andreina Comaroli (Lega S.) , Marzio Liuni (Lega S.) , Raffaele Volpi (Lega S.) , Azzurra Pia Maria Cancelleri (M5S), Mirella Liuzzi M5S) , Vincenzo Spadafora (M5S – Afragola NA) e Carlo Sibilia (M5S – Avelino),  oltre a  Luca Pastorino (Liberi e Uguali) quale rappresentante del gruppo Misto, per integrazione ai sensi del Regolamento,  nella seduta di martedì 3 aprile, alle ore 14.

Dal nostro “osservatorio” sul Senato – dal 24 marzo 2018

Arriviamo al 28 marzo 2018 – Roma – Palazzo Madama.  Il Senato è riunito per l’elezione del proprio Presidente.

Presidente Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati

Dopo un pò di conciliaboli più o meno segreti si arriva all’accordo tra alcune parti politiche ed in seconda seduta la On. Maria Elisabetta Alberti Casellati (Forza Italia), di Rovigo, è Presidente del Senato della diciottesima legislatura,  alla terza votazione ottenendo 240 voti.

Tra i Segretari due campani : Sergio Puglia (M5Stelle – Portici NA) e Carbone Vincenzo (Forza Italia – Palma Campania – NA).

Ma entriamo nel dettaglio della distribuzione delle cariche elettive per gli Uffici di Presidenza, avvenuta pure nell’Assemblea senatoriale di mercoledì 28 marzo, che ha eletto i quattro Vice Presidenti CALDEROLI Roberto   (Lega S.) ,  LA RUSSA Ignazio (Fr.d’It.)  ,  TAVERNA Paola  (M5S) , ROSSOMANDO Anna (PD) , i tre Questori  DE POLI Antonio  (FIBP) ,  ARRIGONI Paolo   (Lega S.), BOTTICI Laura (M5S) ,  e i 10 Segretari  TOSATO Paolo (Lega S.) ,  GIRO Francesco Maria  FIBP), NISINI Tiziana  (Lega S.), CARBONE Vincenzo  (Forza It.Palma Campania – NA) ,  CASTALDI Gianluca  (M5S) , MONTEVECCHI Michela  (M5S) ,  PUGLIA Sergio  (M5S – Portici – NA) ,  PISANI Giuseppe  (M5S)  , LAFORGIA Francesco (Gr.Misto)  (Lib.Eguali) , DURNWALDER Meinhard  (Autonomie)
 (Nota:    http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Attsen/00000032.htm  e  http://www.senato.it/4199   – Schede On.le Maria Elisabetta Alberti Casellati )

 Dal nostro “osservatorio” sul Quirinale – aprile 2018

Quirinale,  5 aprile 2018 – Il primo turno di consultazioni per il Governo si coclude: fumata nera.

Articolato su due giornate il primo turno di consultazioni per la formazione del nuovo governo effettuato dal Presidente Mattarella.  Primo giorno incontro con  i Presidente delle due Camere, il Capo di Stato emerito Giorgio Napolitano e le rappresentanze dei partiti minori. Nel secondo giorno le delegazioni dei gruppi politici “maggiori”: alle 10 sale al Quirinale il Pd. A seguire il “Centro Destra” ma con singole delegazioni: alle ore 11 Forza Italia, alle ore 12 la Lega Nord. Infine, alle 16.30, il M5S. I partiti sono fermi sulle proprie posizioni di partenza: non c’è convergenza su possibili apparentamenti di governo per la dichiarata incompatibilità politica tra il Movimento 5 Stelle ed il gruppo di Berlusconi, tra il Pd e la Lega di Salvini e tra Pd e Movimento 5 stelle. Insomma veti incrociati e quindi fumata nera.

Si rimanda ad un secondo turno di consultazioni per la formazione del nuovo governo. Ed eccoci a giovedì 12 aprile, la nuova data fissata dal Presidente Sergio Mattarella.

I partiti sembrano inchiodati alle posizioni di partenza, e le aspettative non sembrano rosee,anche se si spera in un ammorbidimento di preclusioni con eventuali “passi al lato” di buona volontà, finalizzati ad un accordo. Quello più gettonato sembrerebbe un potenziale accordo tra la “Lega di Salvini”, “Fratelli d’Italia” e “Movimento 5 Stelle” , ma  l’isolamento dei “Berlusconiani” (“Forza Italia” ) sembra un miraggio.

Questa volta il giro delle consultazioni parte dai “gruppi politici minori” , quindi il “Pd” , seguito dal blocco di “ Centro destra : Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega” collegialmente rappresentati dai tre rispettivi leaders Giorgia Meloni, SilvioBerlusconi e Matteo Salvini . Per ultimo è ricevuta la delegazione del “Movimento 5 stelle” con i capigruppo di Camera e Senato  ed il leader Luigi Di Maio.

Oggi 12  aprile 2018 sera (ore 23) siamo ancora  alla ricerca di un Governo per il Paese Italia.

Pur nei mille problemi che attanagliano gli italiani, a  Palazzo Chigi, sede del Governo,  siamo ancora con la reggenza del Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni  Silveri ,  che,  tra l’altro, dal 24 marzo 2018  regge ad interim anche la carica di Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali , a seguito delle accettate dimissioni rassegnate dall’On. Maurizio Martina (PD).

Già a  fine marzo ci si chiedeva quando sarebbe nato il nuovo Governo e chi ne fosse il “Capo” , il Presidente. Gli italiani più attenti e responsabilmente preoccupati avvertivano e manifestavano la necessità di superare i soliti “tempi di pedissequa ed incallita routine legata a formalismi e passaggi di veti incrociati nei tristi meandri dei complessi  ”potentati” di Partito o, peggio, di “correnti” le più variegate e “voliose”  di potere, costi quel che costi.

 Per l’indomani, venerdì 13 aprile 2018,  in mattinata, incontri con le cariche istituzionali.

Il Presidente Sergio Mattarella incontrerà –a seguire – il Presidente emerito Senatore Giorgio Napolitano, il Presidente della Camera On.le Roberto Fico e quindi la Presidente del Senato Sen. Elisabetta Alberti Casellati. Previsioni di ipotesi risolutive a breve ci sembrano impossibili, stante la pesante frizione ostativa tra le forze politiche maggiori. Gli irrigidimenti con tutti i contorni ostativi per diversi motivi tra i vari gruppi che potrebbero convergere su un programma politico concordabile non facilitano il compito al Presidente Mattarella, che, prenderà un po’ di tempo per la decisione. Per altro incombono esigenze elettorali regionali alla porta (Molise e Friuli-Venezia Giulia.  Senza tralasciare la situazione del conflitto in Siria, ad est di Damasco dei giorni scorsi con lo schieramento navale ed aereo dell’America di Donald Trump

 Gerardo Nigro

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