Napoli Est: fatti criminosi sul territorio e anche sui treni

Episodi criminosi sul territorio che preoccupano non poco la popolazione di Napoli Est.

Teppismo alla Circum di Santa Maria del Pozzo

 

C’era una volta: “Santa Maria del Pozzo, una tranquilla stazioncina della Circumvesuviana, sulla linea Napoli – Poggiomarino – Pompei – Sorrento.

C’era una volta… nelle fertili campagne dell’entroterra barrese, a ridosso di alcune Ville vesuviane (Villa Letizia, Villa Rommer, Villa Spinelli di Scalea, Villa Pignatelli di Monteleone, ed altre), già dei “signori di Napoli”, la chiesetta di Santa Maria del pozzo, pertinenza del Convento delle Suore Stimmatine. Una chiesetta per la messa domenicale officiata per le Suore e i tranquilli abitanti della frazione Santa Maria del pozzo, insistente sul Comune di Barra.  Sì Comune autonomo fino al 1925… poi Quartiere aggregato alla Città di Napoli. Una chiesetta che ha dato il nome alla stazioncina, in cui nei tempi passati, dalle zone vesuviane scendevano gruppi di fedeli, devoti della Madonna del Pozzo.

Dalla quiete alla tempesta.  

Tra il 1978 e il 1984 si registravano episodi di furti e borseggi estemporanei, perpetrati ai danni di  quella ventina di giovanissimi studenti e studentesse che si recavano a Napoli , a Portici o a Torre del Greco per raggiungere le “Scuole superiori”.  All’epoca non c’erano scuole di secondo grado  sul territorio. Ovvie le lagnanze e le preoccupazioni dei genitori di quelle giovani vittime impaurite. Prudenza e prevenzione li costringeva a rilevare o accompagnare alla stazione i propri figli, per prevenire quegli atti violenti  perpetrati da una sia pur limitata giovanile delinquenza locale o viciniora.

Atti di violenza essenzialmente attribuita al dilagante fenomeno droga,  che reclutava giovani sprovveduti e squattrinati, dediti alla incetta del  danaro necessario alle loro esigenze di “sballo” in “xc”.  Da cui  le frequenti minacce aggressive agli studenti in attesa del treno o appena arrivati  sulla stazioncina di Santa Maria del Pozzo.

Un luogo “ideale” pressoché indisturbato dove solo pochi treni effettuavano la fermata. Una stazioncina senza una vistosa biglietteria, dove il “capostazione” viveva barricato nel piccolo immobile-stazione e dove il biglietto veniva acquistato attraverso uno spioncino di una finestra protetta da una solida cancellata.

Nel frattempo il territorio di Barra andava evolvendosi, incrementando abitazioni e popolazione,  nonché variandone anche la tipologia socio-economica.  Cambiano i costumi di vita, cambiano alcune tipologie di reati, mentre aumentano quelli già presenti. Futi in appartamenti, rapine a  negozi, furti di auto, commercio e spaccio di droga, aggressioni a pensionati con rapina del danaro appena ritirato all’ufficio postale…

E la cronaca cittadina di frequente dedica articoli e report sui diversi episodi di variegati atti delinquenziali e criminosi  verificantisi sulla zona di Napoli Est. Quindi anche a Barra e a Santa Maria del Pozzo.

Tralasciamo fredde casistiche,  classificazioni tipologiche dei reati, frequenza zonale, rilevabili in analisi statistiche (Atti della Questura, della P.S, Istat  cc.).   Riteniamo nell’immediato porci  l’interrogativo su quanto rimane di tali spiacevoli incidenti nella memoria nei singoli cittadini e quanto negativamente la tensione e la preoccupazione di tali fatti delinquenziali psicologicamente incidano in ciascun cittadino di Napoli Est ed in particolare di Barra.

E, andando oltre, magari per deformazione professionale individuale, ponendoci anche l’interrogativo sul danno fisiologico che tali violenze ed aggressioni provocano su chi ne ha subito il danno e su quanti ne sentano il rischio possibile.

Anno 2000 … 2015 e siamo a febbraio 2016.

Aggressioni in strada o in negozi, case a soqquadro,  vetrine infrante, roboanti moto sfreccianti in strada montate da giovinastri sparanti all’impazzata, scippi in pieno giorno in strada e sui treni della Circumvesuviana, sulla stazione di Gianturco o di Santa Maria del pozzo,  regolamenti di conti esplodenti come “schegge impazzite” di un sistema malavitoso di cui si vedono essenzialmente i “prodotti finali”.  Da episodi sporadici, ormai da anni sono divenuti spiacevoli ripetitivi misfatti quotidiani, che spesso rimangono impuniti.

Ripetutamente ne ricerchiamo i motivi, i provvedimenti da adottare, i mezzi da utilizzare per contenerne i danni, frenarne il dilagarsi del complesso fenomeno malavitoso. Incontri di vertici, interventi di Primi Ministri,  Esercito, Forza pubblica … E il paradosso ci presenta in coincidenza di “visite eccellenti”  eclatanti sparatorie, scippi a Gianturco,  furto di cellulare sul treno in stazione. Ed ancora altro, come dai “midia”…

2 febbraio 2016 – sassaiola contro i vetri del treno a Santa Maria del Pozzo.  Una interrogazione al Presidente De Luca.

Vetro in frantumi, lesioni abbastanza gravi alla sventurata malcapitata giovane studentessa passeggera in carrozza ferroviaria,  assisa e protetta – si fa per dire- dal finestrino chiuso. Notizie doverose sui quotidiani cittadini.

Interrogazione doverosa e tempestiva quella del Deputato regionale On.le Luigi Cirillo (Movimento 5 Stelle), recatosi di persona sulla Stazioncina di Santa Maria del Pozzo, per rendersene conto de visu  e porre l’articolato documento all’attenzione del Presidente della Giunta Regionale, On.le Vincenzo De Luca, pertinente in materia di Trasporto pubblico regionale.

Questa la dichiarazione di Cirillo : “ I gravi episodi di danneggiamento e teppismo registrati in questi giorni pongono con evidente urgenza la priorità di affrontare con determinazione il problema della scarsa sicurezza nelle stazioni del trasporto pubblico locale così come il degrado in cui esse versano. Sono atti di violenza. Servono misure e segnali urgenti per garantire la sicurezza di chi viaggia e di chi lavora. Per esempio, nelle stazioni della Circumvesuviana si potrebbe cominciare a pensare a un sistema di videosorveglianza e ad addetti di stazione come ci sono sulla linea 1 della Metropolitana di Napoli.  Con le telecamere posizionate alle banchine e nelle stazioni che oltre ad essere un deterrente servirebbero per aiutare gli inquirenti per dare un nome ed un cognome di chi mette a segno i raid.”

Nel contempo il Movimento 5 Stelle, presente in Consiglio Regionale con sette Deputati, ha presentato al Presidente della Giunta Regionale On.le Luca una interrogazione per chiedere “cosa intenda fare per garantire la sicurezza sui mezzi pubblici» evidenziando anche «il forte degrado in cui versano molte stazioni della Circumvesuviana, nella maggior parte delle quali è stato sospeso il servizio delle biglietterie .Riaprirle può servire a dare un segnale di normalità , perché una stazione che non sia un deserto può fermare i cattivi intenzionati. »

L.On.le Cirillo inoltre, sul piano politico, lamenta : “Serve un cambio di direzione reale: stiamo ancora aspettando gli effetti dell’annunciata rivoluzione di De Luca nel campo dei trasporti” e conclude “Non sarebbe il caso, dopo i tagli degli anni scorsi della Giunta Caldoro, di tornare a investire per garantire la sicurezza di pendolari e lavoratori

La cittadinanza e noi restiamo in paziente vigile attesa. La matassa è complessa, le omissioni e le disattenzioni molteplici. E’ ora di tirarsi su le maniche e darsi da fare.

Napoli, 6 febbraio 2016 – Nigro Gerardo

TAG – Santa Maria del Pozzo, Circumvesuviana, Ville vesuviane, Comune di Barra, Napoli Est, Circoscrizione Barra, Fenomeno droga, Spaccio droga, Consiglio Regionale Campania, Giunta regionale Campania, Presidente De Luca, On.le Cirilo Luigi, Movimento 5 stelle .

 

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