Riapre il Cimitero dei Colerosi di Cupa Sant’Aniello a Napoli Est.

(Cimitero dei Colerosi -2016 – Messa della speranza. . Foto di G.Orgin)
(Cimitero dei Colerosi -2016 – Messa della speranza. . Foto di G.Orgin)

Finalmente si entra nel Cimitero dei Colerosi di Cupa Sant’Aniello .

L’impegno costante dei “Comitati civici per il recupero storico-religioso del Cimitero borbonico dei  colerosi dell’epidemie del 1836-1837 “. Anni di  ripetute istanze ed eccone l’apertura, sia pure parziale,  per una messa di suffragio.  

Le due ricorrenze festive  di “Tutti i Santi” e del “Giorno dei Morti”, in  Italia si celebrano rispettivamente   l’  <Uno Novembre>  ed il <Due Novembre. Tali  ricorrenze per i Cattolici  in particolare   sono molto sentite,  nel solco della “Speranza cristiana”.

Com’è noto la festa dell’ “Ognissanti” celebra la gloria e l’onore di tutti i Santi (canonizzati e non canonizzati che hanno vissuto una vita di fede) .

Il  “Giorno dei Morti” è dedicato invece alla “commemorazione di tutti i fedeli defunti” . Una tradizione ed un sentimento ben radicato anche sul nostro territorio di Napoli Est,  che,  da parte delle comunità cittadine di Barra, San Giovanni a Teduccio e Ponticelli,   si estrinseca nel recarsi ai Cimiteri locali . Non mancano “processioni al Cimitero” e “Benedizioni  delle tombe” .

Il Cimitero dei Colerosi

Sul nostro territorio insiste anche il “Cimitero dei Colerosi” , ubicato al confine tra Barra, San Giovanni a Teduccio ed il Comune di San Giorgio a Cremano: di preciso quasi a metà di Via Carceri vecchie (da San Giorgio a Cremano verso San Giovanni a Teduccio). Detta strada è anche conosciuta come la “Cupa di Sant’Aniello” .

Il “Cimitero dei colerosi” rappresenta un pezzo della Storia di Napoli ed in particolare di quella del territorio di Napoli Est, non solo  per i trascorsi di contado fecondo e di insediamenti industriali della Citta borbonica di Napoli .

Il “Cimitero” nasce nel rispetto delle norme dettate dalla nota LeggeEditto di Saint Claud –  Décret  Impérial  sur les Sépultures” (emanato da Napoleone Bonaparte  a Saint-Cloud il 12 giugno 1804) che raccolse organicamente in due corpi legislativi tutte le precedenti e frammentarie norme sui cimiteri. Tale Legge vietava le sepolture nelle Chiese ed imponeva che le sepolture dei morti dovessero effettuarsi in appositi spazi lontani dagli abitati.

Nel Regno di Napoli  (1806 – 1815 – Gioacchino Murat)  l’editto napoleonico non fu subito applicato. Cosa che avvenne con la pubblicazione della “Legge sui cimiteri” (Editto borbonico)  dell’ 11 marzo 1817 .  In essa si stabiliva che in ogni comune, a carico dello stesso,  fosse costruito un camposanto al di fuori dell’abitato, che doveva garantire, sia la salute pubblica, sia i l rispetto religioso per le spoglie.  Ovviamente l’ Editto borbonico negli anni successivi  subì una serie di modifiche ed eccezioni, che tralasciamo a quanti vogliano approfondire l’argomento.

E’ appena il caso di ricordare che una delle Opere più significative di Ugo Foscolo, appunto dal titolo “Sepolcri”,  nasce in seguito all’episodio storico dell’Editto di Saint.Cloud.

E val la pena riportare un breve cenno storico degli avvenimenti.

Nel 1835 si ebbero nella Italia settentrionale (Bergamo, Como, Brescia, Cremona, Pavia, Milano, ecc.) epidemie coleriche “dovute all’aumento demografico e all’accrescimento delle maggiori città che videro moltiplicare al loro interno rifiuti e germi, condizioni favorevoli per lo sviluppo di tale epidemia. Il colera dilagò in diverse città europee generando sette pandemie nel corso del XIX secolo. Sei di queste giunsero anche in Italia183518371849185418551865186718841886 1893.   Definito anche “morbo asiatico” a motivo della sua provenienza, il colera era causato da un bacillo (Vibrio cholerae), che si introduceva nell’organismo moltiplicandosi nell’apparato digerente.  La rivoluzione batteriologica di fine 800 porterà alla scoperta degli agenti eziologici di quasi tutte le malattie epidemiche, ma alla prima comparsa del colera in Europa erano del tutto sconosciute le cause di questa malattia.”.

Un triste ricordo ci porta, a distanza di molti anni, al 1973 , all’ultimo  Colera a Napoli.

E qui non possiamo esimerci da una intima riflessione, dettataci dalla esperienza maturata sul piano professionale nel 1973 a Napoli ed in particolare in Napoli Est. Experientia docet.  

Ma ritorniamo al passato colerico ottocentesco.

E’ proprio in codesto contesto epocale, nel 1836, in cui  si decide di strutturare uno spazio per seppellire i morti per colera dell’area orientale di Napoli, nel circondario territoriale della Barra, a mezza strada tra la Reggia di Napoli e quella di Portici. Nasce così il “Cimitero dei colerosi” di via “Cupa di Sant’Aniello”.  Se ne servirono gli abitanti di tutta l’area delle Ville vesuviane  da Barra a San Giorgio a Cremano, a Portici, ad Ercolano …. Tutti luoghi del così detto “Miglio doro” i cui abitanti tra il 1838 ed il 1884 , ricchi e poveri  accomunati dal flagello del colera si ritrovarono spesso sepolti insieme in fosse comuni nel nostro Cimitero dei colerosi.  Uno per tutti i colerosi ivi sepolti , morto l’ 11 agosto 1854, il fisico Mecedonio Melloni, ideatore dell’Osservatorio Vesuviano,  promosso dal Re delle due Sicilie Ferdinando II di Borbone.

Fin qui la nostra veloce carrellata storica, lasciando al lettore ogni possibile ulteriore approfondimento. Esistono  tante pubblicazioni  sul tema e comunque documenti storici negli archivi  rintracciabili sia nelle Sedi opportune qualificate, che con l’aiuto di internet.

L’abbandono e lo stato di precarietà del “Cimitero dei colerosi”  di Cupa Sant’Aniello.  

Passato il colera  e decaduto nel 1860 il  borbonico  “Regno delle Due Sicilie”   ad opera della spedizione di Garibaldi e l’annessione al Regno d’Italia ,  il  Cimitero dei Colerosi andò perdendo, nei residenti del territorio del “Miglio d’oro” ,  la propria memoria storico-culturale.  Entrò nel dimenticatoio  e nel progressivo degrado,  perdendo perfino il proprio custode.

In effetti il Cimitero dei colerosi  venne  aggregato alla pertinenza direzionale del Comune di Napoli , ormai subentrato al Circondario  della  Barra” . E nel tempo  rimane negletto alla Direzione Assessoriale dei Cimiteri cittadini.

L’incuria totale della Pubblica Amministrazione  e l’immancabile vandalismo ne hanno così determinato il decadimento di recinzione,  di monumenti o ceppi funerari, di  lapidi sepolcrali e relativi arredi. Senza ignorare la crescita incontrollata di robusti alberi, la perdita dei vialetti, la crescita abnorme di erbacce invasive, la trasformazione in discarica di rifiuti vari, la presenza abbondante di siringhe abbandonate da tossico-dipendenti .

I vari  tentativi di sensibilizzazione delle Autorità,  rimasti pressoché inascoltati.

(Barra . NA- Cupa Sant’Aniello – 19 Ottobre 2013- Lo sconcio dei rifiuti perennemente lasciati a ridosso del Cimitero dei colerosi – Foto di G. Orgin)
(Barra . NA- Cupa Sant’Aniello – 19 Ottobre 2013- Lo sconcio dei rifiuti perennemente lasciati a ridosso del Cimitero dei colerosi – Foto di G. Orgin)

Va evidenziato che negli ultimi tempi “Cittadini attivi” di Napoli Est  hanno  spesso, estemporaneamente ,  sollecitato la locale Circoscrizione, la VI  Municipalità e  l’Assessorato Comunale  di Napoli a porre rimedio e cura al detto Cimitero,  sia per dignitoso riguardo ai Defunti, sia per il valore storico del cimitero stesso.  Salvo qualche raro marginale intervento di parziale  asportazione di erbacce  e di immondizie ingombranti e “rifiuti speciali / tossici” a ridosso del cancello e del muro fronte strada…  si può ben dire che vani sono rimasti gli appelli delle locali  Associazioni  di Cittadinanza  attiva  e di instancabili  “volontari”  quali  il “coordinatore ufficioso volontario” Marco Sacco, nonché il  Sacerdote Don  Luigi Tornatore e  il Sig.  Enzo Morreale ( già attivo Consigliere alla Provincia di Napoli) .  

Appena due anni or sono, ma già in precedenza, i Comitati spontanei cittadini della zona San Giovanni-Barra-Ponticelli decisero di fare sul muro di recinzione  fronte strada “Cupa Samt’Aniello” una “stesa di cartelloni di denunzia”  sullo  stato di abbandono in cui versava il Cimitero dei colerosi. Tanto per sensibilizzare ancora una volta i residenti e le Autorità preposte.

(Cimitero dei Colerosi – 2013 19 ottobre - Cerimonia religiosa di preghiera all’esterno del cimitero – Foto di G.Orgin)
(Cimitero dei Colerosi – 2013 19 ottobre – Cerimonia religiosa di preghiera all’esterno del cimitero – Foto di G.Orgin)

E successivamente, 19 ottobre 2013,  in tempi brevi,  il gruppo dei promotori  portò a compimento una ulteriore manifestazione: la Messa in suffragio dei defunti sepolti nel cimitero dei colerosi, celebrata appunto dal Sacerdote Don Luigi Tornatore in strada, innanzi al cancello invalicabile dello stesso Cimitero. Internamente non c’era praticabilità per la sterpaglia e le immondizie in esso abbondantemente presenti.

Quest’anno la nuova Giunta Comunale di Napoli, contattata dai Comitati soliti, coordinati dal nostro concittadino Marco Sacco, ha trovato una prima apertura al dialogo per un graduale espletamento  di progressivi interventi manutentivi e di sistemazione dell’area e della struttura cimiteriale storica dei Colerosi.

Va evidenziato, a memoria, il Documento pubblico, che riportiamo di seguito:

“Qualificazione strutturale del servizio e dell’infrastruttura urbana cimiteriale”

ATTIVAZIONE DELLA RIFORMA DEL SERVIZIO C!MITERI CITTADINI

“Si procederà alla ulteriore definizione delle procedure autorizzative sulle singole Unità Operative costituenti il Servizio” 

— omissis  — “Si darà corso alla procedura di gara per gli interventi urgenti di manutenzione c bonifica nel cimitero dei Colerosi sito alla via Sant’Aniello – Quartiere Barra’. La gara è stata aggiudicata e i lavori inizieranno nel corso del mese di novembre 2015.”  (2015 SIC !)

Nel mese di luglio 2016  è intervenuta la Cooperativa “La Rosanna” di Quarto (NA),  che ha ripulito solo la parte anteriore del terreno cimiteriale, tagliandone anche gli sterpi e le erbacce. Sono stati messi in sicurezza i muri perimetrali, risanandone le parti decadute e/o diroccate e sistemato il cancello d’ingresso. E’ stato possibile così concordare di poter  celebrare la Santa Messa all’interno per il giorno dei Santi 2016.

(Locandina di annuncio della manifestazione socio-religiosa del 1° novembre 2016 . Appuntamento al Cimitero dei Colerosi).
(Locandina di annuncio della manifestazione socio-religiosa del 1° novembre 2016 . Appuntamento al Cimitero dei Colerosi).

Ed eccoci all’uno novembre 2016 , ore 16.00 – Ognissanti

 Pomeriggio di sentita commozione e partecipazione quello vissuto da un buon numero di cittadini essenzialmente delle zone di San Giovanni a Teduccio, Barra, Ponticelli, San Giorgio a Cremano, Portici ed Ercolano . Una presenza di oltre trecento cittadini sensibilizzati dalla proficua pubblicazione su internet di un invito redatto appunto dal “comitato di coordinamento” . Una Messa concelebrata da Don  Carmine Autorino  (Parroco della Chiesa Santa Maria del Soccorso – S.Giovanni a Teduccio) all’uopo delegato dal Cardinale di Napoli Sua Eminenza Crescenzio Sepe , Don Gaetano Esposito (Parroco della Chiesa di San Giorgio Martire) e da Don Luigi Tornatore (Cappellano del Cimitero di San Giorgio a Cremano).

Tra i numerosi presenti alla Santa Messa abbiamo notato  il Geom. Ciro Borriello (Assessore allo Sport e Servizi Cimiteriali del Comune di Napoli),  Elena Coccia (Consigliera del Comune di Napoli), Pasquale Maiolino (Consigliere del Comune di San Giorgio a Cremano), Concetta Viscovo (Consigliera VI Municipalità di Napoli), Giuseppe Zinno (pittore estemporaneo) .

L’ Assessore Borriello, da noi intervistato a conclusione della cerimonia religiosa, ci

Geom- Ciro Borriello Assessore allo Sport e Servizi cimiterali - Comune di Napoli
Geom. Ciro Borriello  – Assessore allo Sport e Servizi cimiteriali – Comune di Napoli

ha rilasciato una breve significativa dichiarazione, confermandoci l’interesse del Comune di Napoli a continuare nel processo di recupero e di graduale sistemazione del Cimitero dei Colerosi, pur nelle limitazioni di bilancio comunale.  Tra gli interventi prossimi si potrebbe provvedere ad una illuminazione dell’ingresso e la collocazione di una targa, lasciando intuire prossimi incontri ad hoc.

Da parte di alcuni cittadini presenti si auspica la collocazione di telecamere collegate con le locali sedi delle Forze dell’ordine, al fine di scongiurare il susseguente ripetersi  di scarichi abusivi di rifiuti vari e spesso tossici .

E’ comune intento assicurare al Cimitero la necessaria “dignità” quale si addice ad un luogo così importante sul piano storico e religioso. Una cosa è certa: continuerà l’impegno dei “Cittadini attivi” a tenere viva l’attenzione sul problema specifico  e sulla realizzazione del completo recupero e mantenimento del Cimitero dei Colerosi di Cupa Sant’Aniello.

(Cimitero dei Colerosi – 2013 19 ottobre - Cerimonia religiosa di preghiera all’esterno del cimitero – Foto di G.Orgin)
(Cimitero dei Colerosi – 2016, 1 novembre – Cerimonia religiosa all’interno del Cimitero – L’omsggio di un’artista – Foto di G.Orgin)

A ricordo e testimonianza dell’avvenimento l’artista Giuseppe Zinno ha donato alla “Comunità della Cittadinanza attiva per il Cimitero dei Colerosi” un bel telo bianco su cui estemporaneamente, nel corso della celebrazione della Messa, ha dato vita alla sua capacità espressiva pittorica, realizzando una apprezzata libera rappresentazione dell’avvenimento.

Ad meliora”. Noi di “Napoliestinmovimento” vi saremo vicini.

Napoli, 1 novembre 2016 – Gerardo Nigro

 

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