Sanità in Campania nell’occhio del ciclone settembrino.

Fisioterapia - Moderne apparecchiature in esercizio curativo su paziente - g.n.2016.09
Fisioterapia – Moderne apparecchiature in esercizio curativo su paziente – g.n.2016.09

La spesa sanitaria fuori controllo? La vertenza con le strutture private accreditate. La  “salute dei  campani” a … pallino.

La solita impossibilità di far fronte alla spesa delle ASL e dell’apparato, con l’aggravante delle nuove strette alle cure, soprattutto effettuabili fuori sede campana.

NOTA PER I LETTORI : Il presente “reportage” è tratto integralmente dall’aperiodico telematico  www.galeno2000.it . Viene pubblicato sul sito  www.napoliestinmovimento.it  per la pertinenza e il notevole interesse che tali problematiche sanitarie trattate hanno sul nostro territorio di Napoli Est. 

“Salute pubblica” e “livelli occupazionali di addetti ai servizi specialistici e gestionali o di servizio“… in fibrillazione e in strada per protestare e sensibilizzare .

Non è proprio il caso di sorprenderci per quanto attiene alla multi-annale cronica situazione di “Fondo esaurito” per la pesa sanitaria delle ASL della Campania.

Tutti inutili gli incontri in Regione e presso il Governo centrale. Tutte chiacchiere le solite affermazioni dei Politici di turno, avvicendatisi nella guida della Regione,  briosi delle proprie fatue ed incredibili “assicurazioni” di “certa risoluzione”  delle problematiche attinenti alla Sanità.  Il governatore De Luca?  Lui come gli altri.  Non aveva garantito che con la sua gestione la Sanità sarebbe stata normalizzata, quanto meno per i blocchi di prestazioni delle gestioni precedenti?

Ed invece  siamo con le prime avvisaglie: in particolare provengono  da  tutta l’assistenza sanitaria che le strutture pubbliche regionali ne riescono a smaltire la richiesta in modo limitato. Ne consegue che una parte abbondante va nel “Privato convenzionato” e nel “Privato totale”. Già ai primi di settembre  si sono avute le sospensioni di accertamenti diagnostici,  di terapie varie e di visite specialistiche da parte del “Privato” . E’ da settembre che Aziende e laboratori  o liberi professionisti hanno affisso il fatidico cartello “Stop dei servizi e prestazioni convenzionate al SSN ”. Quindi niente servizi e prestazioni sanitarie in convenzione, ma possibili solo a pagamento del corrispettivo a vista.

Indubbie le conseguenti carenze assistenziali, spesso gravi ed indifferibili, che vanno a gravare ulteriormente sui cittadini ed in particolare sui pazienti.  Le prenotazioni di accertamenti diagnostici, di interventi piccoli o importanti che siano, ormai privi della possibilità di rivolgersi ai Centri e Studi convenzionati, devono immettersi nel “turno dell’assistenza diretta”. E entra nel tunnel delle attese. Attese già lunghe ai CUP nell’ordinaria amministrazione dei servizi, che diventano ormai  scandalose  ed inumane con tempi da doversi vergognare.

Curarsi fuori regione

In tutto questo marasma va ad aggiungersi la notizia freschissima di ieri 29 settembre 2016 che prevede la possibilità di curarsi fuori regione “solo per interventi di alta complessità” .

Una decisione presa nella “Conferenza dei Presidenti delle Regioni” , finalizzata  a ridurre del 50% la “mobilità sanitaria” , cioè il fenomeno di spostamenti fuori regione di cure ed interventi ospedalieri tra regioni, in specie del settore privato-convenzionato.

Tanto risulterebbe nell’ottica del provvedimento  realizzato  dallaIntesa Stato-Regioni sulla mobilità sanitaria prevista dal “Patto per la Salute”.
Il tutto sarebbe venuto fuori da complessi studi analitici. Ma vien da chiedersi   a  quale costo e convenienza  per la Regione e anche in rapporto alla salute, per singole Regioni.  Ciò sarà reso trasparente a breve nel previsto “schema di riferimento”, che chiarirà anche sulla possibilità di poter effettuare fuori regione i soli “ interventi di alta complessità” .

 La protesta si ingrossa ed esce allo scoperto.

Tanta e la fibrillazione in Campania  e giovedì   è  già in strada con una forte protesta . A dimostrare sono  gli  occupati nel settore  privato convenzionato della “Assistenza sanitaria”. L’ intento è  di sensibilizzare opinione pubblica e Politici.

Con il blocco delle prestazioni, diverse già in atto e quelle prossime ad aggiungersi a breve (se non ci sono schiarite reali),  si avrebbero licenziamenti a grappolo per oltre 2.000 operatori di sanità. Senza contare che già diverse strutture private in grossa difficoltà hanno già sospeso i rapporti lavorativi.

Si rinnoveranno le convenzioni “Regione-ASL” e “Strutture Sanitarie private”?

Ministro e Governatore campano s’incontrano.

E sì, giovedi 29, ieri,  c’è stato anche un incontro tra  la Ministra Beatrice Lorenzin e il Governatore campano Vincenzo De Luca, presente anche il Direttore  generale del Ministero Dr. Renato Botti.

Argomento: la pesante vertenza  ora in corso in Campania al TAR  con le Strutture private accreditate in attesa di giustizia. L’incontro ha partorito un documento-direttiva  in 6 punti miranti al raggiungimento di un accordo tra le parti Regione Campania ASL e Fornitori vari di servizi sanitari (Case di cura  e Centri assistenziali di fisioterapie accreditati).

La stima dei debiti per le case di cura e per i centri accreditati sono stimati per 17-18 milioni di euro.

Preoccupante è anche il calcolo presunto effettuato dagli esperti di Palazzo Santa Lucia, che riterrebbero necessari  almeno altri 17 milioni. Salvo che dal pozzo senza fondo della sanità campana escano altri debiti, per cui si rischia ancora che la somma prevista possa non essere sufficiente.

Va notato che tra i creditori  ci sono strutture grosse come “Villa dei fiori” di Acerra, la “Clinica Pineta Grande” di Castel Volturno che da soli assorbirebbero oltre  5  milioni di Euro. Basti considerare  che ben 5 milioni sono gli’ sbloccati per l’ospedale Pineta grande.

Lo conferma un dato: i 5 milioni sbloccati solo per l’ospedale Pineta Grande di Castel Volturno e per Villa dei Fiori di Acerra non coprono neppure gli stipendi per la metà del personale, per cui non si riuscirebbe neanche ad evitare il blocco dei ricoveri in pronto soccorso

Va evidenziato che la gran parte dei lavoratori delle varie  Cliniche e Centri  di cura e terapia in Campania denunciano lamancata erogazione degli stipendi, con il preoccupanterischio di licenziamento.

Ed enorme sarebbe il numero dei pazienti bisognosi di terapie che sarebbero privati delle cure per la impossibilità di riceverle dai centri delle ASL, già con lunghe liste di attesa.

A Roma è vento fuori un “Documento d’indirizzo” consegnato dal Ministro al Governatore De Luca, da porre in atto.

Da più parti si ritiene il provvedimento inefficace e pericoloso per la salute pubblica, non solo in Campania, ma anche nelle regioni più “diligenti”.  E le riserve avanzate sembrano ben ponderate e ragionevolmente realistiche.  Sarà proficuo l’incontro tra  Ministro della Salute e Governatore (anche della Salute) della Campania? L’esito pratico dell’incontro è tutto da verificare a breve. Del tipo: se son rose fioriranno.

Per completezza informativa trascriviamo integralmente a margine detto “Documento d’indirizzo”.[1]

Intanto a Napoli.

Già ieri, giovedì 29 settembre c.a. ,  a Napoli sul lungomare davanti all’Hotel Royal non è mancata la protesta di dimostranti.

E altra protesta  è fissata per oggi venerdì 30 settembre in mattinata davanti a Palazzo Santa Lucia, sede della Regione Campania. E’ prevista una larga partecipazione dei vari occupati nella rete assistenziale della Sanità privata . Non mancheranno l’appuntamento diversi cittadini che risentirebbero in prima persona i danni del caos assistenziale sanitario che si avrebbe con la paventata sospensione del settore privato.

Napoli 30 settembre 2016 – ore 8.30      . Gerardo Nigro 

[1] DOCUMENTO MINISTERIALE

1) E’ corretto applicare la clausola contrattuale per la stipula dei nuovi contratti limitando gli impegni relativi ai contenziosi al solo anno 2016, anche in considerazione di un pronunciamento del Tar sulla questione posta dalle strutture accreditate.
2) Si è convenuto, per quanto riguarda il settore della Riabilitazione, sull’opportunità e la possibilità di una gestione flessibile dei setting terapeutici. A saldo invariato, sarà possibile così coprire una fascia più ampia di prestazioni.
3) Si è convenuto, ovviamente, sul fatto che il 30 settembre come scadenza per la firma dei contratti, pena la messa in discussione del convenzionamento, non è data vincolante anche in presenza di un procedimento amministrativo che rinvia al 12 ottobre la discussione di merito.

4) Il Presidente della Regione Vincenzo De Luca, d’intesa anche con il Ministero dell’Economia che, investito della questione ha dato il proprio assenso, ha concordato con il ministro Lorenzin che la nuova scadenza venga fissata al 15 ottobre prossimo. La Regione procederà anche prima di questa data per sostenere la firma dei contratti, confermando con assoluta nettezza l’orientamento da dare alle Aziende Sanitarie della Campania: occorre firmare rapidamente nei termini sopra precisati. In caso di contenzioso, la Regione difenderà le posizioni qui espresse. Tutto questo anche in considerazione del fatto che non solo è trascorso l’intero 2015 senza siglare i contratti, ma siamo alla fine del 2016 e cioè nella situazione in cui le prestazioni sono state già erogate. Al 1° Gennaio 2017 si discuterà nel merito di tutte le prestazioni che riguardano la Riabilitazione.
5) Il Presidente Vincenzo De Luca è pronto a incontrare tutte le parti interessate, con le quali peraltro vi è già stato pochi giorni fa un incontro nel quale sono state esplicitate queste posizioni.
6) Si fa appello a tutti perché sulla base di queste premesse, si possa insieme arrivare in breve tempo al risultato concludente e soddisfacente nell’interesse della Sanità campana. Il Presidente De Luca ritiene pertanto sia opportuno, in questa fase, sospendere iniziative sindacali, in attesa di sviluppi concreti che la Regione si prefigge di conseguire in tempi estremamente rapidi. L’ invito, in modo particolare, è alla moderazione, in considerazione di una situazione che riguarda i rapporti di lavoro nelle strutture sanitarie e soprattutto la salute dei cittadini campani.

 

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