Sindaci al ballottaggio: completata la scelta da una limitata platea di cittadini elettori .

elezioni_comunali_2Ieri 19 giugno ben 126 città italiane (di cui 20 capoluoghi di Provincia)  impegnate nel secondo turno delle elezioni  amministrative.

Si decidere con “Voto di ballottaggio” a chi affidare l’incarico di Sindaco del proprio Comune.

Una sguardo generale sull’Italia al voto, ma occhi puntati sui maggiori capoluoghi di Provincia:  Torino, Milano, Bologna, Trieste, Roma e Napoli .

Ben sei città su cui gli osservatori politici e i maggiori mass-media nazionali ed esteri hanno puntato la loro attenzione e ne avevano ben donde.

Motivazioni di ordine politico a forte caratterizzazione nazionale, oltre che locale,  avevano già impegnato allo spasimo coordinatori e “capi-partito” di quel che rimane di “vecchie rimaneggiate etichette partitiche”,  ormai logore e quasi irriconoscibili  in  vestigia  di longevi organismi politici, di destra, di centro o di sinistra, quali che siano le loro origini.

E , come di moda e di mero sfrontato quanto deleterio ed improvvido calcolo grossolano,  costoro si son dati da fare per raccattare personaggi vari, che potessero fare da “procacciatori di voti”,  essenzialmente utili al così detto “leader capofila”.

La raffazzonata insipienza e superficiale  cognizione di norme regolanti le elezioni hanno determinato i primi intoppi a molte “liste elettorali”,   presentate  e non accettate dalle apposite commissioni preposte, con tutte le conseguenze di contenziosi e ricorsi. Di per se già un gran casino, a cui va aggiunto lo scarsissimo  recepimento da parte degli elettori delle tante dispersive liste. E che dire in cabina con disinformati e frastornati elettori  alle prese con  schede-giornale con una settantina di simboli di altrettante liste, variamente  combinate e disposte in dieci/quindici riquadri, spesso   caratterizzati da impercettibili  sfumature di diversificazioni in opposti schieramenti?  E il fenomeno della proliferazione di liste (direi gruppuscoli), così dette,  “civiche” ?

Possiamo veramente stupirci del crescente assenteismo alle cabine voto, che ha superato il 50 per cento?

Assenteismo in prima fase. Assenteismo spesso ancor più vistoso al ballottaggio.

Assenteista…Dalli all’ untore”, di manzoniana memoria. E perché non pensare che il germe alimentatore della disaffezione non provenga proprio dagli artefici di quel degradato politichese pseudo-partitico ormai dominante e caratterizzante la poco edificante  pseudo-scena politica?

Direi piuttosto stantia, poco attuale e superficiale  la interpretazione del fenomeno   “protesta”. E perché non ritenerla  “razionale disaffezione” ,  dove poco o nulla possono recuperare artificiose “liste pseudo-civiche” e  artefatte “coalizioni civiche”  in alcuni comuni.  Rimanendo su tali interpretazioni si è orbi di entrambi gli occhi e annebbiati nella mente. E l’esito interpretativo va a ramengo sul dato enorme  del  novero di elettori votanti, ormai  già ridotto a meno della metà dell’intero corpo elettorale. Già, perché tra non votanti (assenti alla votazione), votanti  scheda bianca e votanti scheda nulla  si raggiungono percentuali di gran lunga superiori, e di molto,  al 50 pere cento. E le prove stanno nei risultati dello spoglio. Sia al primo turno e ancor di più al secondo turno (ballottaggio), salvo rare eccezioni, tutte riscontrabili anche in una sommaria lettura, prima ancora di approfondirne l’analisi dettagliata del ventaglio risultante.

Ballottaggio. E che risultati!  Sorpresa? 

Direi nessuna sorpresa per quanti seguono con la dovuta attenzione e costantemente le analisi sulle tabelle di scrutinio, rapportandole ai fatti e ai costumi connaturati alla vita politica del Paese Italia, dell’Europa e, più in là e più oltre, del mondo intero.  “Siamo uomini … o caporali” , riduttivamente diremmo con il grande Totò De Curtis. (film del 1955 diretto da Camillo Mastrocinque e interpretato da Totò e Paolo Stoppa)-

Quindi nessuna sorpresa per i tanti voti fuori dal coro: quelli ai  grillini,  in varie città, dove i “movimentisti a cinque stelle”  hanno avuto in molti casi maggiore acume organizzativo e di scelta di canditati, interpretando il variegato disagio e la insoddisfazione  di tantissimi cittadini per le tante deficienze di servizi primari, di beni comuni e indispensabili.  E che dire delle tante sopraffazioni per sottrazione e rapina di fondi e di danaro pubblico,  perpetrate dai preposti alla pubblica Amministrazione, che ormai, sono così dilagate,  la Magistratura stenta a perseguire con le limitazioni di cui è caratterizzata.

E pur ovvio che i “Movimentisti a 5 stelle” abbiano fatto tesoro ed esperienza conoscitiva dai tanti assillanti problemi per esserne stati anch’essi parte danneggiata.  Ed è ovvio che si  siano responsabilmente resi conto di dover diventare trainanti della contestazione e di doversene far carico , con perizia ed esperienza attraverso la  debita attenta analisi. E così spiegata la loro strategia  per il cambiamento?  E come realizzarlo se non coinvolgendo i propri simili, incontrandoli (gazebo) sempre di più e sensibilizzandoli  al voto, ma prima ancora alla presa di coscienza che la soluzione possa esserci nella “partecipazione attiva” di tutti..

Ed ecco i primi risultati graduali degli ultimi cinque-sette anni sfociati già domenica 5 giugno al primo turno delle amministrative. Hanno fruttato  al “5 stelle”  alcuni sindaci direttamente eletti e di entrare in ballottaggio in 20 comuni con oltre 15.000 elettori. Comuni medi e capoluoghi di provincia medi e grandi. E addirittura risultare concretamente vincenti, stracciando i diretti rivali,  domenica 19 giugno u.s.,  con ben 19  (numero magico scaramantico ? ) dico 19 eletti nei 20 Comuni in cui erano co-belligeranti. Già “belligeranti” ritenendosi i candidati penta-stellati dei “guerrieri”  … disarmati contro le preponderanti altrui “armate” dei vecchi partiti.

C’è chi fantasiosamente, magari cercando sugli specchi precarie giustificazioni,  attribuisce il fenomeno a “coagulazione del voto di protesta  di sinistra, di centro e di destra ”. Saremmo di fronte ad una strana convergenza in un indifferenziato raggruppamento, spinto verso un ormai crescente  consenso e voto. Insomma un  inconscio entusiasmo, costituente  una nuova forza tale da stimolare tanta  voglia e capacità di governo. Fantascienza?

Un voto di potenziale valore politico a valenza di “salute pubblica” ?

Indubbiamente un voto di  complessa e non semplice lettura a primo acchito, che ormai andrà osservato e studiato nel breve e medio tempo, con diligenza,  da osservatori nostrani ed esteri.  Sta di fatto la notevole attenzione riservata alle  vincenti neo-sindache – tre donne – a Roma (Virginia Raggi), a Torino (Chiara Appendino),  e – da non sottovalutare – a Carbonia (Paola Massidda ) oltre agli atri 19 (su venti)  comuni in cui il Movimento 5 stelle ha fatto suo il ballottaggio.

Candidate che hanno colpito l’opinione pubblica per comportamento moderato, conoscenza di problematiche comunali pertinenti e disinvoltura nei dibattiti e negli incontri elettorali, anche televisivi. Quanto basta per essere accettate e votate.

Stando alla realtà dei risultati complessivamente presi nell’ampio ventaglio della intera tornata elettorale di giugno,  ci sembra di dover quindi ritenere  non consona una  lettura in “chiave protestataria”. Pertanto, razionalmente, siamo per una lettura in chiave di maturazione civica partecipativa , che interpreti la deriva morale della  Nazione e ne inneschi, a partire dai Comuni, dalle realtà amministrative locali, ad onda propulsiva, gli auspicabili e  necessari correttivi per ridare dignità civile ai complessi contesti residenziali socio-esistenziali.

Ed il tutto finalizzato a ché tutti i cittadini possano avere il concreto utilizzo dei beni comuni disponibili.  Il raggiungimento degli obiettivi non può che passare attraverso una diversa,  salvifica  corretta gestione della cosa pubblica. Occorre quindi , di base, una  lungimirante prospettiva di difesa della natura, del territorio, di equo utilizzo delle umane ricchezze prodotte.

“Conditio  sine qua non” è l’impegno diretto e partecipativo di tutti i cittadini, secondo possibilità, capacità e disponibilità.

Un messaggio, sempre intramontabile, auspicato in tempi diversi nella evoluzione delle umane civiltà. Valido ieri, valido oggi… e domani. Ma occorre farsene costume di vita e prima ancora immanente consapevolezza personale. E tanto memori di un retaggio di eticità proveniente dalla evoluzione filosofica e culturale sviluppatasi nei secoli nelle varie civiltà ad ogni latitudine del pianeta Terra.

Non possiamo sottacere il  “caso Napoli.

Un ballottaggio  diverso da quello di Milano, di Benevento (per rimanere in Campania), di Varese …  Già, diverso perché “napoletano” e a Napoli c’è sempre qualcosa di tipico, di diverso dai cliché altrui  nel bene e nel male della vita, della vitalità, della cultura, dell’approccio in generale al quotidiano vivere di un popolo.  E perché dovrebbe essere differenziato ed estraneo alla peculiare caratterizzazione  “napoletanità”?

I più attempati elettori e lettori ricorderanno il periodo napoletano del “Laurismo”  (Achille Lauro, “o’ Comandante”, sindaco dal 9 luglio 1952 al 19 dicembre 1957). Perché meravigliarci e creare un “caso De Magistris”, come enunciato da più parti?

Amministrative a Napoli, dunque: ne abbiamo accennato in nostri report precedenti. Qui aggiorniamo sinteticamente :

Domenica 5 giugno  a Napoli sono in lizza per la poltrona di Sindaco ben 10 aspiranti, di cui tre (De Magistris, Valente e Lettieri) con ampio “codazzo” di “liste supporters” . Chiusi i seggi alle ore 23, a notte inoltrata, pur tra difficoltà di conteggio schede, di raffazzonata completezza e compilazione di dati nei verbali di spoglio sezionali , di lenta trasmissione dei plichi e quant’altro, si lavora per i risultati. Ed in mattinata del 6 giugno si hanno i dati finali per candidati e liste di appoggio.

Per la poltrona di Sindaco  in lizza  “ballottaggio” restano  l’uscente sindaco Luigi De Magistris e l’antagonista (già nelle precedenti elezioni giugno 2011) Gianni Lettieri.

I due contendenti si ripresenteranno al voto finale di domenica 19 giugno .

Domenica 19 giugno si ritorna al voto. Una scheda semplice con due riquadri e due soli nominativi al vaglio decisivo degli elettori napoletani, richiamati alle urne.

Il nuovo spoglio, veloce, in prima notte dà il risultato: i napoletani riconfermano sindaco l’uscente  Luigi De Magistris con 185.907 voti  , mentre  resta secondo Lettieri  con 92.174 voti .

E da frettolosi commentatori partono in pubblica informazione avventate quanto sballate interpretazioni di voti ballerini, di voti migratori, di accordi sotto  banco. E si fa di tutta un’erba un fascio… senza riguardo alcuno verso i legittimi possessori del singolo voto: gli elettori votanti e assenti e la loro coerente appartenenza a movimenti politici o di pensiero elettorale.

Ma tant’è: basterebbe  approfondire l’analisi di tabelle di voto e di scrutinio per agevolmente “sputtanare” facili fantasiose quanto non pertinenti caratterizzazione di voti espressi nel segreto dell’urna. .

Qui di seguito una nostra elaborazione, con l’ausilio dei dati ufficiali del Comune di Napoli,  sui due momenti elettorali con particolare riferimento ai solo due candidati a sindaco: De Magistris e Lettieri.

Elezioni amministrative – Comune Napoli – Dati elettorali dei due candidati a Sindaco     

(Rielaborazione redazionale di “Napoliestinmovimento)

CANDIDATI

5 giugno  2016

19 giugno  2016 votanti 283.542 (35,97 %)

886 sezioni

Voti validi

espressi

%

Nulle

Bianche

Non votanti

Voti validi

espressi

%

Nulle

 Bianche

Non votanti

%

DE MAGISTRIS

172.710

42,82%

15.396

7804

361.689

185.907

66,85%

4.318

1.131

494.749

1,52%

0,4%

LETTIERI

96.961

24,04%

92.174

33,15%

Totali

374.889

278.081

500,198

Dalla tabella si evince chiaramente che tra il primo e secondo turno Lettieri perde 4.787 voti , mente De Magistris ne guadagna 13.197 . E lasciamo ai nostri lettori le ulteriori riflessioni ricavabili dai detti numeri. Basta saperli leggere e confrontarli Siamo certi che i lettori sapranno districarsi.

Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, durante la conferenza stampa , oggi 30 giungo 2011 nella sede del comune di Palazzo San Giacomo, di presentazione del bilancio. ''Ci aspettavamo che il governo facesse qualcosa per Napoli e non lo ha fatto. Il decreto e' deludente e pilatesco''. Questo il commento del sindaco di Napoli Luigi De Magistris sul decreto rifiuti varato oggi dal Consiglio dei Ministri. ''Il decreto - ha detto De Magistris nel corso di una conferenza stampa in cui ha illustrato la delibera sul bilancio - serviva perche' qui abbiamo un'urgenza: ma cosi' non la risolve''. ANSA / CIRO FUSCO
Ovvie e di prassi le esultanze dei supporters e degli elettori più “esuberanti”,  che in piena notte di domenica 19,  hanno seguito emotivamente lo spoglio. Un tifo caratteriale da stadio, da “curva” , con esuberanza festaiola connaturata alla “napoletanità” per altro anche innescata dallo stesso De Magistris,   indossante la maglia azzurra , ufficiale, della squadra calcistica di Napoli. E nel tripudio generale di gioia irrefrenabile ecco il Sindaco confermato che dichiara il suo intento di dare dignità a Napoli e ad i napoletani tutti. Ed è quello che vogliono sapere gli elettori, non solo quelli presenti alla festa, ma tutti quelli che hanno   dato in una urna d’argento i 172.710 voti  a Luigi De Magistris. Un sindaco riconfermato che – assicura – soddisferà le esigenze e curerà gli interessi della intera città, dal Vomero a Posillipo,  del centro, dei quartieri alti, del Centro storico, di Bagnoli, di Scampia, di Napoli Est…

E Lettieri ? Ha assicurato che sarà vigile sulla città e sull’operato del Sindaco eletto, nonché promotore di iniziative del mondo lavorativo imprenditoriale che rappresenta. Ammette di non sentirsi un “politico” e che, pertanto, riprenderà a “fare quello che ha sempre fatto, l’imprenditore” ed aggiunge : “ Ho fatto un progetto per Napoli e lo lascio a disposizione di chi vorrà utilizzarlo. Mi preoccupa l’astensionismo e mi rammarica perché vuol dire che manca il senso della democrazia” .

Il nuovo Consiglio Comunale di Napoli con le risultanze del 5 e dal 19 giugno 2016.

La configurazione che scaturisce dal “ballottaggio” con riferimento ai quorum di ciascuna lista e alle preferenze acquisite da ogni singolo Consigliere.

Il Comune di Napoli ha ridotto  a quaranta (40)  il numero di Consiglieri, oltre al Sindaco eletto,  che ne fa parte di diritto. Alla coalizione maggioritaria del sindaco vincente il ballottaggio spettano ventiquattro  (24) scranni da Consigliere.  Tra le altre liste in proporzione si ripartiscono i sedici (16) rimanenti scranni .

Inoltre tutti i “candidati a sindaco” entrano nel Consiglio quali primi delle rispettive liste di appartenenza, se rientranti nella spartizione proporzionale dei suddetti 16 posti disponibili.   Il tutto è regolato dall’apposito “Statuto” del Comune di Napoli. Ne deriva quindi il seguente

ORGANIGRAMMA DEGLI ELETTI

CANDIDATO SINDACO LISTE Numero e Consiglieri Voti
Luigi De Magistris Nota: SINDACO eletto  con 24 Consiglieri spettanti
De Magistris Sindaco  v.51.896

 

10 Gabriele Mundo 3.104
Fulvio Frezza 2.379
Manuela Mirra 2.246
Elpidio Capasso 1.505
Carmine Sgambati 1.222
Nino Simeone 1.172
Gaetano Troncone 896
Francesco Vernetti 894
Lola Bismuto 835
Luigi Zimbaldi 788
DemA     v.28.587 5 Alessandra Clemente 4.666
Eleonora Di Maio 1.957
Rosario Andreozzi 1.745
Claudio Cecere 1.278
Salvatore Pace 1.226
Napoli in comune

 a Sinistra

v. 19.945

 

4 Ciro Borriello 2.323
Sandro Fucito 2.085
Mario Coppeto 1.857
Elena Coccia 1.276
Ce Simme sfasteriate  v. 5.958 1 Maria Caniglia 2.054
La Citta De Magistris              v. 13.413 2 David Lebro 3.245
Roberta Giova 1.372
Verdi –

v. 11.341

2 Stefano Buono 1.475
Gaudino Gaudini 1.062
Candidato: Brambilla Matteo (*) Movimento 5Stelle v.36.359 2 Matteo Brambilla  (*)
Francesca Menna 671
Candidato: Valeria Valente (*) Partrito Democratico

v. 43.790

6 Valeria Valente  (*)
Salvatore Madonna 3.614
Bobo Esposito 2.633
Alessia Quaglietta 2.526
Federico Arienzo 2.453
Lea Ulleto Anna 2.263
Napoli popolare

v.  7.521

1 Mimmo Palmieri 1.760
Candidato sindaco:  Gianni Lettieri (*) Forza Italia

v. 36.145

3 Maria Carfagna -Mara 6.109
Salvatore Guanci 3.690
Stanislao Lanzotti 2.954
Napoli Capitale v.12.374 1 Andrea Santoro 1.127
Prima Napoli  v.28.869 3 Gianni Lettieri  (*)
Marco Nonno 3.425
Ciro Langella 2.566

Il Sindaco De Magistris quanto prima convocherà il Consiglio per la ufficializzazione  degli eletti. la scelta del Presidente del Consiglio e via via gli Assessori . Quindi i lavori assembleari e d’Istituto prenderanno la loro routine.

Non ci resta che augurare a tutti “buon lavoro” nell’interesse  della intera Città.

Siamo in attesa anche della ufficializzazione degli eletti delle 10 Municipalità. Ne daremo notizia, in particolare della  VI (Barra – Ponticelli –  San Giovanni a Teduccio) e delle confinanti ricadenti su Napoli Est.

Napoli, 20 giugno 2016 – chiuso in redazione:  ore 22. 00  –  Gerardo Nigro

 

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